Deroga urbanistica per il castello di Oria: via libera al cambio di destinazione d’uso

Il Consiglio Comunale di Oria approva la deroga urbanistica per il castello chiuso da anni, destinato a attività di intrattenimento e ristorazione.

Il Consiglio Comunale di Oria approva la deroga urbanistica per il castello chiuso da anni, destinato a attività di intrattenimento e ristorazione
Il Consiglio Comunale di Oria approva la deroga urbanistica per il castello chiuso da anni, destinato a attività di intrattenimento e ristorazione

Il Consiglio Comunale di Oria ha approvato la deroga urbanistica per il castello chiuso da anni, aprendo la strada al cambio di destinazione d’uso da residenziale a categoria funzionale prevalente produttiva e direzionale. L’approvazione, avvenuta durante la seduta del 28 luglio 2026, permetterà attività di pubblico spettacolo, intrattenimento, svago, wedding party e ristorazione accessoria. La decisione, giunta dopo anni di dibattito e negoziazioni, rappresenta un passo decisivo per la riapertura del maniero, un bene pubblico amato da tutta la comunità.

La delibera è frutto di un accordo tra privati e pubblico. La proposta di deliberazione è stata approvata grazie all’interesse pubblico e all’accordo integrativo tra la società Borgo Immobiliare, proprietaria del castello, e le istituzioni locali. L’accordo, che ha ricevuto l’ok di Soprintendenza e Asl, prevede la garanzia di 260 giornate all’anno di apertura, con un minimo di sei ore al giorno, e la permanenza della mostra archeologica. La società ha anche garantito un prezzo ridotto per studenti e gruppi scolastici, nonché un costo massimo di 10 euro per i biglietti.

Un dibattito acceso ma senza sorprese

La seduta del Consiglio Comunale ha visto un dibattito acceso, ma senza sorprese: 13 voti favorevoli, due contrari e un astenuto. Il sindaco Cosimo Ferretti ha sottolineato che la decisione non è una scommessa al buio, ma un’opportunità irripetibile per rilanciare l’economia locale. Tra i consiglieri, Attilio Ardito (Futura) ha espresso un voto favorevole per senso di responsabilità, ma ha criticato il metodo utilizzato in questi anni, definito “muro contro muro”. Antonio Proto, invece, ha espresso un voto contrario, sottolineando un possibile sbilanciamento a favore dei privati.

La famiglia Romanin-Caliandro non è presente al dibattito. Nonostante il castello sia un bene pubblico, la famiglia Romanin-Caliandro, che ne detiene la proprietà, non è stata presente alla seduta del Consiglio Comunale. I rappresentanti della società Borgo Immobiliare, invece, hanno partecipato attivamente al dibattito, sottolineando l’impegno a garantire un utilizzo equilibrato del maniero. Il sindaco Ferretti ha riconosciuto il lavoro svolto da tutti i soggetti coinvolti, anche se ha espresso preoccupazione per il lungo periodo di immobilismo.

Un passo avanti, ma ancora da lavorare

La delibera approvata segna un passo avanti nella riapertura del castello, ma resta da definire il piano di gestione e le modalità di accesso al pubblico. Il sindaco Ferretti ha promesso di proseguire le interlocuzioni con associazioni e cittadinanza per garantire un utilizzo equilibrato del bene. La famiglia Romanin-Caliandro, nonostante non sia presente, ha espresso il proprio interesse per la riapertura, pur rimarcando la necessità di guadagnare da questa attività. La società Borgo Immobiliare ha garantito la permanenza della mostra archeologica e la disponibilità di un prezzo ridotto per i residenti.