Donne in cerca di rifugio: un luogo di speranza e protezione
Donne in cerca di rifugio trovano conforto in un centro di accoglienza.

Un rifugio per chi non ha più un tetto
Nel cuore di Milano, in un’area protetta dell’Opera Cardinal Ferrari, vive un gruppo di donne che ha trovato un’alternativa alla vita in strada. Il Padiglione Cielo Stellato è un luogo di accoglienza per donne senza fissa dimora, che non hanno un posto dove andare. Lì, con sette stanze, una cucina e un salottino, si svolge una vita fatta di piccole routine, ma anche di grandi speranze. “Ho sempre paura, tanta paura”
Alfiya, 86 anni, è una donna di Ucraina che ha sempre fatto la badante. Ora, però, non ha nessuno che si prenda cura di lei. I figli sono sotto le bombe, e lei li sente al telefono. “Ho sempre paura, tanta paura”, dice, mentre sembra ancora più piccola. Ma nel suo piccolo rifugio, si sente al sicuro.
Storie di dolore e resilienza
Patricia, una donna trans di 57 anni, ha attraversato un periodo devastante. Nata in Brasile, ha lasciato casa a 12 anni per costruirsi un mondo tutto suo. La sua vita è stata segnata da perdite: un amico si è ammalato, sua madre è morta, e ha perso ogni lavoro. “Ho fatto il giro di tutti i dormitori di Milano”, racconta. “Mi sono trovata senza punti di riferimento, rendendomi conto che anche il Paese nel quale sono nata per me era ormai un posto estraneo.” Ora, però, è qui, in un posto che le sembra diverso, che è casa.
“Questa è una casa temporanea”
Marta Azzolina, educatrice del centro, spiega che il loro obiettivo è accompagnare le donne verso l’autonomia abitativa e il reinserimento sociale. “Aiutiamo a ritrovare fiducia nelle proprie capacità e a ricostruire progressivamente il proprio progetto di vita”, dice. Tuttavia, i progetti per ora restano un pò incastrati, ripiegati come quei pochi abiti negli armadi.
Ogni mattina, Lucia mette su la moka e prepara il caffè per tutte. Si siedono intorno al lungo tavolo di legno, ognuna con il proprio bagaglio di sofferenze. “Qui ti senti in salvo”, dice Valeria, 68 anni, con un sorriso ampio. Maja, 64 anni, mostra una cicatrice sul petto e racconta la sua storia. “Come un pò tutte”, dice. Per loro, il rifugio è un’ultima possibilità, un posto dove si può prendere il caffè, e forse, un giorno, ripartire. Patricia, che ha trovato forza tra le pagine del Vangelo, dice: “Bisogna essere combattenti”. Per ora, però, si prende il caffè, tutte insieme, al sicuro. La vita è ancora difficile, ma almeno, per un momento, è possibile sperare.
