Festival del Lamento a Soveria: tra protesta e conforto un antico rito contemporaneo

Festival del Lamento a Soveria: tra protesta e conforto un antico rito contemporaneo

Festival del Lamento a Soveria: persone si lamentano e si condividono esperienze in un evento culturale
Festival del Lamento a Soveria: persone si lamentano e si condividono esperienze in un evento culturale

Il Festival del Lamento a Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro, si svolge dal 1 all’4 agosto 2026, con un programma ricco di appuntamenti che uniscono protesta e conforto in un antico rito contemporaneo. L’evento, organizzato dall’associazione Deda, si svolge in un paese di poco più di 3000 abitanti, dove si alternano dibattiti, spettacoli, laboratori e momenti di condivisione. Il tema della quarta edizione estiva è “Al peggio non c’è mai fine”, un invito a esprimere le preoccupazioni e le speranze attraverso un linguaggio che unisce cultura, arte e dialogo.

Un rito che si rinnova ogni anno

Il Festival del Lamento è un evento che si ispira a un antico rito collettivo, in cui la lamentazione non è solo un’espressione di dolore, ma un momento di confronto e solidarietà. I partecipanti si scambiano idee durante le Lamentazioni serali, un momento in cui si possono esprimere preoccupazioni e critiche attraverso talk e dibattiti. Questo è il cuore del festival, che si svolge in un contesto sociale e politico in cui le tensioni sono sempre più visibili.

«Intorno a noi cadono bombe. I salari non crescono. Nei paesi mancano i servizi essenziali. Onestamente non c’è da stare molto allegri» dice Gaetano Moraca, direttore artistico e presidente di Deda, che ha spiegato come il festival sia un modo per trasformare le lamentele individuali in una condivisione collettiva. L’obiettivo è trovare un barlume di conforto, anche se solo per un momento, attraverso l’interazione con altri e la condivisione di esperienze.

Un programma ricco e accessibile

Il festival offre un programma vario e accessibile, con appuntamenti a ingresso gratuito. Si parte con Marco Cappato, tra i più autorevoli protagonisti del dibattito sui diritti civili in Italia, che parlerà delle rivendicazioni collettive di dignità e libertà. Seguirà Giovanna De Sensi Sestito, che terrà una lectio sulle feste del lamento nella Magna Grecia. Attesissimo Filippo Ceccarelli, storico del giornalismo politico italiano, che guiderà il pubblico in un viaggio tra i grandi e piccoli lamenti della politica nazionale. Chiuderà il ciclo degli incontri Vito Teti, antropologo e ideatore della “restanza”, che rifletterà sul lamento e la melanconia come elementi identitari della cultura calabrese e mediterranea.

Al di fuori dei dibattiti, il festival offre anche spettacoli musicali, come il live degli INUDE, e momenti di intrattenimento, come il drag show del collettivo SorellArse. Tra gli appuntamenti più suggestivi, lo spettacolo corale Veni, a goodbye! del collettivo ALOT, che reinterpreta gli antichi canti polifonici del Mediterraneo. Inoltre, ci sono laboratori artigianali, attività per bambini e visite guidate nel paese, che permettono di scoprire le radici culturali e sociali del festival.

Un’esperienza di condivisione e resistenza

Il Festival del Lamento è un’esperienza unica, in cui la lamentazione non è solo un’espressione di dolore, ma un atto di resistenza e di solidarietà. L’evento si svolge in un contesto in cui le proteste e le rivendicazioni sono sempre più comuni, ma anche in cui la condivisione e il confronto tra persone di diverse età e background diventano sempre più rari. Il festival cerca di colmare questa distanza, offrendo un momento in cui si può esprimere il dolore, ma anche trovare conforto e speranza.

Attraverso libri, teatro, musica, stand up comedy, lectio, dibattiti e buon cibo, il festival ha individuato il suo modo di lamentarsi. E anche di stare al mondo, in un paese di poco più di 3000 abitanti. Il Festival del Lamento a Soveria è una grande celebrazione collettiva, ideale per trasformare le lamentele individuali in una condivisione comune, liberarsi almeno in parte del loro peso e trovare quel tipo di sollievo che nasce soltanto dal contatto umano e dal confronto con gli altri.