Fisco in ferie: quando si possono rinviare i versamenti F24 e quali no
Sospensione feriale per versamenti F24: quali pagamenti si possono rinviare e quali no nel 2026.

Il Fisco va in ferie, ma non tutti i versamenti F24 possono essere rinviati. Dal 1° al 20 agosto 2026, i contribuenti possono effettuare i pagamenti con modello F24 in scadenza senza sanzioni né maggiorazioni. Tuttavia, alcune scadenze non rientrano nella sospensione feriale, come quelle relative alle rate delle rottamazioni. È importante distinguere tra versamenti ordinari e quelli derivanti da procedure specifiche, come le rottamazioni, per evitare errori e penalità.
Quando si possono rinviare i versamenti F24
La sospensione feriale permette di differire i pagamenti F24 in scadenza tra il 1° e il 20 agosto. Tra i versamenti che possono essere rinviati, rientrano l’IVA mensile relativa a luglio, le ritenute IRPEF operate a luglio, i contributi INPS, le rate in corso dei piani di rateazione e gli acconti delle imposte sui redditi. Inoltre, per il 2026, si aggiungono i versamenti dei redditi prorogati. Chi rinvia il pagamento ai trenta giorni successivi al 20 luglio applica una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo.
La sospensione è prevista dall’articolo 3-quater del decreto legge n. 16/2012, convertito dalla legge n. 44/2012. Questa misura è riproposta ogni anno con le medesime regole. I contribuenti soggetti agli ISA, i forfettari e quelli in regime di vantaggio che hanno beneficiato della proroga al 20 luglio e hanno scelto di pagare nei trenta giorni successivi versano infatti proprio entro il 20 agosto il saldo 2025 e il primo acconto 2026.
Quali versamenti non rientrano nella sospensione
Le rate delle rottamazioni non sono considerate versamenti «ordinari» e non godono dello stesso differimento. La sospensione feriale non si applica a queste scadenze, che seguono regole specifiche. Nel 2026, la data da tenere d’occhio è il 31 luglio, giorno in cui vanno pagate la rata della rottamazione quater e la prima o unica rata della nuova rottamazione quinquies.
Per la quater e la quinquies in soluzione unica, la tolleranza è di cinque giorni, mentre per il piano rateale della quinquies, la decadenza dal beneficio scatta in caso di mancato versamento di due rate. Chi salta questi termini non può invocare il differimento al 20 agosto. Al di fuori della sospensione feriale, restano esclusi alcuni adempimenti che non passano dal modello F24 o che scadono dopo il 20 agosto, come gli elenchi Intrastat, la registrazione dei contratti di locazione e il contributo Enasarco. Inoltre, la sospensione non riguarda i pagamenti derivanti da avvisi bonari o cartelle, che restano sospesi fino al 4 settembre.
La sospensione dei versamenti F24 non va confusa con le altre pause estive che operano in parallelo, ma su fronti diversi. I termini per rispondere alle richieste di documenti da parte dell’Agenzia delle Entrate sono congelati fino al 4 settembre, così come i termini processuali del contenzioso tributario, come ricorsi e appelli, restano sospesi per l’intero mese. Queste misure sono distinte e non influiscono sulla sospensione feriale. La scadenza del 20 agosto riguarda solo i versamenti ordinari con F24, non quelli derivanti da avvisi o cartelle. Il rovescio della medaglia della sospensione feriale è che la data del 20 agosto concentra un numero elevato di pagamenti, con oltre 140 tipologie di versamento d’imposta. Chi può, farebbe bene a distribuire i pagamenti senza attendere l’ultimo giorno utile, per evitare un esborso concentrato proprio nel cuore delle ferie.
