Irma Testa torna sul ring con serenità: «Imparare ancora è bellissimo»

Irma Testa, campionessa di boxe, torna sul ring dopo due anni di pausa e vince medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo.

Irma Testa, campionessa di boxe, torna sul ring dopo due anni di pausa e vince medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo
Irma Testa, campionessa di boxe, torna sul ring dopo due anni di pausa e vince medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo

Irma Testa, campionessa di boxe, ha riconquistato la sua passione dopo due anni di pausa, tornando sul ring con una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo. La ventottenne di Torre Annunziata, che aveva lasciato le gare dopo la delusione delle Olimpiadi di Parigi, ha trovato una nuova motivazione nel contatto con i bambini e nella crescita personale. «Torno sul ring con più serenità, imparare ancora è bellissimo», ha dichiarato la campionessa, che ora guarda con interesse agli Europei di Sofia.

Una rinascita attraverso l’empatia

Dopo un anno e mezzo di distanza dalle competizioni, Irma ha scelto di concentrarsi non solo sulla boxe, ma anche su un’altra forma di impegno: l’insegnamento. «Ho capito che adoro contribuire al raggiungimento dei sogni dei bimbi, non per forza obiettivi sportivi», ha spiegato. La sua esperienza con i più piccoli le ha dato una nuova prospettiva, facendola sentire più leggera e consapevole. «La nuova Irma è molto più leggera e consapevole anche grazie al sorriso dei ragazzini», ha aggiunto, sottolineando come il contatto con i bambini abbia cambiato la sua visione del mondo.

La sua relazione con i bambini ha portato a un cambiamento interiore. «Non che io sia musona, anzi, ma sono stata troppo concentrata in passato, credevo di dover riservare tutte le mie energie alla boxe senza sprecare forze in altro, perché l’empatia richiede comunque impegno», ha spiegato. «Adesso so che dopo l’agonismo mi aspetta qualcosa di bello: farò l’allenatrice», ha concluso, mostrando come la sua passione per la boxe si estenda al desiderio di trasmettere a chi viene dopo.

Un maestro che la ha guidata

Il cambiamento nella sua vita è stato accompagnato da un nuovo maestro, Roberto Cammarelle, oro olimpico a Pechino 2008 e due titoli mondiali. «Lui è un signore, in tutto», ha commentato Irma, che ha trovato in lui un punto di riferimento. «Mi ha fatto fermare un po’ più sulle gambe, quindi svolazzo molto di meno», ha spiegato, riferendosi ai miglioramenti tecnici che ha registrato. «Ogni giorno mi ripete: Irma, ricordati che stai facendo una cosa che ti piace e non devi dimostrare niente a nessuno», ha ricordato, sottolineando come questa frase le abbia dato una nuova motivazione.

La sua relazione con il maestro non è solo tecnica, ma anche personale. «Ci stiamo scoprendo a vicenda, lo stimo tantissimo», ha detto, riconoscendo l’importanza del loro legame. La sua nuova versione, più rilassata e consapevole, è frutto di un lavoro costante e di una maggiore attenzione alla crescita non solo come atleta, ma anche come donna. Irma ha anche parlato del contesto più ampio del pugilato, sottolineando come la pressione sui vincitori sia spesso più forte di quella sui perdenti. «Siamo tutti bravi a salire sul carro del vincitore, il vero coraggio è sostenere gli atleti anche quando le cose non vanno bene», ha affermato, riconoscendo l’importanza del sostegno nella vita di un atleta. La sua esperienza, però, le ha insegnato che la pazienza e l’empatia possono essere strumenti di crescita non solo per se stessi, ma anche per gli altri.

La sua storia è un esempio di come la rinascita può nascere non solo da una vittoria, ma anche da un cambiamento interiore.