L’abbraccio simbolico a Saccargia per difendere la terra e la cultura sarda
Iniziativa a Saccargia per opporsi al repowering del parco eolico, con abbraccio collettivo e preghiera.

Il 30 luglio 2026, nel pomeriggio in cui il sole ha lasciato spazio all’imbrunire, centinaia di persone si sono radunate intorno alla Basilica di Saccargia, simbolo della Sardegna, per un gesto collettivo di protesta. L’abbraccio umano, accompagnato da momenti di raccoglimento e riflessione, è stato il cuore dell’iniziativa intitolata “Deus ti salvet Saccargia”, un’azione non violenta ma intensa, volta a opporsi al progetto di repowering del parco eolico Nulvi-Ploaghe, presentato da ERG Wind Sardegna. Ventisette aerogeneratori alti 180 metri dovrebbero sorgere alle spalle dell’edificio sacro, un luogo di grande valore storico e identitario per la comunità. Nessun slogan, nessun fischietto, ma un abbraccio simbolico che ha visto centinaia di persone presi per mano, responsabili del presente e del futuro della loro terra.
Un gesto simbolico per la difesa del paesaggio
La protesta non ha seguito modelli tradizionali: nessun corteo, nessuna piazza urlata, ma un abbraccio collettivo, quasi un rito civile e spirituale, che ha visto centinaia di persone presi per mano, responsabili del presente e del futuro della loro terra. «Tutti protagonisti di un momento corale», ha commentato Maria Demontis del Coordinamento Gallura, sottolineando l’importanza del gesto come espressione di unità e di responsabilità. L’evento, organizzato attraverso i canali social della rete di comitati civici, ha visto la partecipazione di un numero significativo di cittadini, che hanno risposto all’appello con convinzione.
Un drone, dall’alto, ha ripreso le immagini dell’evento, che sono destinate a rimanere come simbolo di una battaglia non solo contro un progetto, ma per la difesa di un paesaggio e della sua identità. L’azione, pur non violenta, ha espresso una forte volontà di proteggere il territorio e i valori culturali della Sardegna, in un momento in cui la speculazione immobiliare e le opere industriali minacciano l’equilibrio del paesaggio.
Un messaggio di appartenenza e identità
«Difendere Saccargia significa difendere quel cordone invisibile che unisce i sardi alla propria terra, alla propria storia e alla propria comunità», ha spiegato Cristiano Sabino del Comitato Pro Sa Nurra, alla vigilia dell’evento. L’iniziativa, intitolata “Deus ti salvet Saccargia”, ha scelto di richiamare la celebre preghiera per lanciare un messaggio che andasse oltre la semplice contestazione. L’abbraccio simbolico alla basilica, accompagnato da momenti di riflessione, ha dato un carattere diverso alla protesta, affidando la sua espressione ai linguaggi della preghiera, dell’abbraccio e della condivisione.
La distribuzione dei lembi di stoffa bianca ricamati con le parole di “Deus ti salvet Maria”, preparati con cura nei giorni scorsi, ha ulteriormente rafforzato il significato simbolico dell’evento. Il gesto non è stato solo una protesta, ma un atto di appartenenza a una comunità con una storia e una cultura propria. L’evento ha visto la partecipazione di un numero elevato di cittadini, che hanno risposto all’appello corso sui social della rete di comitati civici, dimostrando un forte impegno per la difesa del territorio e della sua identità.
