Alga sarda per la dieta degli astronauti, un passo verso la colonizzazione di Marte
Scienziati sardi sviluppano un sistema per coltivare spirulina su Marte, promettendo un futuro autonomo per le missioni spaziali.

La ricerca svolta da un team di scienziati sardi ha aperto nuove prospettive per la dieta degli astronauti e per la colonizzazione di Marte. L’alga Spirulina, prodotta in Sardegna, è stata testata in condizioni che simulano l’atmosfera e la gravità ridotta del Pianeta Rosso, grazie a un sistema brevettato sviluppato dall’Università di Cagliari e da partner locali. Questo lavoro, premiato a livello internazionale, potrebbe rivoluzionare il modo in cui gli astronauti si nutriranno durante missioni lunghe e remote.
La spirulina, alimento del futuro per gli astronauti
La Spirulina, un cianobatterio fotosintetico, è stata studiata per il suo alto valore nutrizionale e la sua capacità di crescere in condizioni estreme. “La specie che abbiamo studiato è in particolare l’Arthrospira platensis”, spiega Giacomo Cao, presidente del DASS e docente dell’Università di Cagliari. “È un organismo microscopico che cresce in acqua e produce una biomassa particolarmente ricca di proteine, pigmenti, minerali e altri nutrienti.”
La spirulina potrebbe diventare un’alternativa alla dieta tradizionale degli astronauti, riducendo la dipendenza da rifornimenti terrestri.
La sua utilità non si limita al cibo: la Spirulina è già impiegata nell’alimentazione umana sotto forma di polvere, compresse e ingredienti per prodotti alimentari. La NASA ha da tempo studiato questa microalga come fonte di nutrienti per missioni spaziali di lunga durata. Nel 2026, la Spirulina è stata persino trasportata sulla Stazione Spaziale Internazionale nell’ambito dell’esperimento giapponese “Space Surface Spirulina”.
Un sistema brevettato per simulare le condizioni marziane
Il progetto ha visto la collaborazione tra l’Università di Cagliari, l’Università di Sassari, il CRS4, il Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS) e l’azienda Tolo Green. “Il processo protetto dal deposito brevettuale comprende un fotobioreattore inserito in una camera trasparente e sigillata, dotata di strumenti per controllare la composizione del liquido di coltura e la pressione dell’anidride carbonica al suo interno che simula l’atmosfera marziana”, spiega Cao.
Il sistema brevettato permette di simulare le condizioni marziane in laboratorio, aprendo nuove prospettive per la ricerca spaziale.
La camera viene ancorata su un’apparecchiatura chiamata clinostato, che attraverso precise e controllate rotazioni dei suoi bracci a cui è sottoposta la camera stessa consente di replicare le condizioni gravitazionali marziane. Questo processo permette di combinare e controllare gravità, atmosfera, pressione, illuminazione e temperatura, simulando quindi le condizioni marziane oltrechè lunari.
La Sardegna, hub scientifico e produttivo per la ricerca spaziale
La Sardegna ha dimostrato di possedere non solo competenze scientifiche, ma anche esperienze produttive e tecnologiche. Due impianti di produzione di Spirulina, a Milis e ad Arborea, nell’Oristanese, hanno svolto un ruolo chiave nel progetto. “La loro presenza è stata importante per le attività di ricerca che nel 2021 hanno portato al deposito del brevetto”, spiega Cao. “Il ceppo utilizzato nei nostri esperimenti proveniva proprio dall’impianto di Arborea.”
La collaborazione tra università, aziende e centri di ricerca ha reso possibile la realizzazione di un sistema innovativo per la coltivazione di alga su Marte.
Il progetto ha visto la partecipazione di diversi enti, tra cui il Dipartimento di Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali dell’Università di Cagliari, che ha contribuito in maniera determinante alle attività di ricerca e sperimentazione. Tra i protagonisti del progetto figurano il professor Alessandro Concas e il ricercatore Giacomo Fais, entrambi coinvolti nello sviluppo degli studi che hanno portato al brevetto.
