Laura Perrone, infermiera e laureata magistrale: il sogno realizzato e la strada da percorrere

Laura Perrone, 42 anni, ha conseguito la laurea magistrale in infermieristica e ostetrica dopo anni di lavoro e sfide.

Infermiera e laureata magistrale Laura Perrone dopo la discussione della tesi, in un ambiente universitario
Infermiera e laureata magistrale Laura Perrone dopo la discussione della tesi, in un ambiente universitario

Un sogno realizzato dopo anni di lavoro e sfide

Laura Perrone, 42 anni, oggi è coordinatrice del blocco operatorio DEA dell’Ospedale Niguarda e ha recentemente conseguito la laurea magistrale in Scienze infermieristiche e Ostetriche all’università di Milano-Bicocca. Il suo percorso, lungo e faticoso, ha visto la realizzazione di un sogno iniziato fin da bambina. “Da grande diventerò infermiera”, aveva scritto su un quaderno delle elementari, una frase che ha segnato la sua vita.

Da una famiglia con poche possibilità a una professionista riconosciuta

Nata in Calabria, Laura si è trasferita in Lombardia per inseguire il suo sogno, nonostante le difficoltà economiche e familiari. “Mia mamma era un po’ preoccupata: la nostra famiglia non aveva tante possibilità”, ricorda. Ma la determinazione di Laura ha convinto la sua famiglia a sostenere il suo percorso. La prima laurea, conseguita all’Università Insubria di Varese, è stata il primo passo verso un futuro che oggi si realizza con la laurea magistrale.

La professione infermiera non è un aiutante del medico, ma una figura complementare e indispensabile.
Laura sottolinea come l’infermiere non sia un semplice aiutante del medico, ma una professione con competenze specifiche e un ruolo cruciale nella cura del paziente. “Se vuoi sapere com’è andato un intervento, chiedi al chirurgo, se vuoi sapere come sta il paziente chiedi all’infermiere”, spiega. La sua esperienza e la sua passione per la professione la spingono a chiedere una riforma a 360 gradi, che valorizzi la professione e le condizioni di lavoro. La laurea magistrale è un passo avanti, ma non basta da sola.
Laura spera che le nuove lauree magistrali vadano in questa direzione, ma sottolinea che la formazione deve essere parte di un progetto più ampio che valorizzi le competenze e garantisca un riconoscimento concreto. Il suo percorso è un esempio di come la determinazione e la passione possano superare le sfide, anche quelle più difficili.

Laura ha sempre lavorato, anche quando la vita le ha posto ostacoli. Dopo la seconda gravidanza, ha affrontato problemi durante la nascita, ma non ha mai smesso di dedicarsi al lavoro. Nel 2023, però, è arrivata una diagnosi di tumore che ha messo in pausa la sua attività professionale. Tuttavia, il lavoro e l’università sono diventati la sua motivazione per proseguire. Il suo impegno è stato premiato anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che l’ha nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. “Un’emozione immensa, inaspettata. E un riconoscimento non solo per me ma per i miei colleghi e la professione stessa dell’infermiere”, dice Laura. La professione, però, continua a essere bistrattata: mancano infermieri, le iscrizioni scendono e le competenze non vengono sempre riconosciute.

Laura riconosce che il problema non è solo la formazione, ma anche l’aspetto economico. “In una città come Milano, con il tema dell’abitare che con i nostri stipendi diventa insostenibile, serve un intervento su tutto il sistema”, afferma. La sua voce è un esempio di come la dedizione e la passione possano portare a risultati significativi, ma anche un richiamo a una professione che merita più attenzione e riconoscimento.