Buco nero “vagabondo” scoperto al di fuori del centro galattico
Scoperto un buco nero supermassiccio al di fuori del centro galattico, un evento raro che potrebbe rivoluzionare la comprensione della dinamica dei buchi neri.
Un buco nero supermassiccio, denominato “vagabondo”, è stato scoperto al di fuori del centro galattico, un evento raro che ha sconvolto le aspettative degli scienziati. L’osservazione, effettuata da un team di ricercatori della University of North Carolina at Chapel Hill, ha rivelato un fenomeno di distruzione mareale di una stella, un evento che si verifica quando una stella si avvicina troppo a un buco nero e viene distrutta dalle intense forze gravitazionali. Questo evento, denominato TDE 2025abcr, si è verificato a circa 30.000 anni luce dal centro della galassia, una posizione mai osservata prima per un evento di questo tipo individuato nella luce visibile.
Un buco nero in un luogo inaspettato
La scoperta ha reso evidente che i buchi neri supermassicci possono spostarsi all’interno delle galassie, anche lontano dai centri galattici. Secondo i ricercatori, il buco nero responsabile del fenomeno possiede una massa pari a circa un milione di volte quella del Sole. Potrebbe essere il residuo di una fusione tra due galassie avvenuta nel lontano passato oppure essere stato espulso verso le regioni esterne della galassia a causa delle interazioni gravitazionali con altri buchi neri presenti nel nucleo. Questi eventi sono estremamente rari e si verificano mediamente una volta ogni 100.000 anni in una galassia.
La tecnologia e l’intelligenza artificiale al servizio della ricerca
La scoperta è stata resa possibile grazie all’uso di tecnologie avanzate e all’intelligenza artificiale. I ricercatori hanno utilizzato il classificatore AI “tdescore”, sviluppato da Robert Stein, per analizzare grandi quantità di dati provenienti dai telescopi e selezionare i candidati più promettenti. “Abbiamo adattato il classificatore per cercare eventi di distruzione mareale lontani dai centri galattici”, spiega Akash Anumarlapudi, ricercatore post-doc alla University of North Carolina at Chapel Hill. “Eliminando l’assunzione che questi fenomeni si verifichino soltanto nel nucleo delle galassie, siamo riusciti a trovare un buco nero che altrimenti sarebbe probabilmente passato inosservato.”
La natura dell’evento è stata successivamente confermata con il telescopio SOAR da 4,1 metri in Cile. Secondo Benjamin C. Kaiser, ricercatore post-doc dell’ateneo statunitense, questa scoperta dimostra che sarà possibile individuare in modo affidabile buchi neri vagabondi anche con telescopi ottici terrestri. L’arrivo di nuove infrastrutur e osservative, come il Vera C. Rubin Observatory e l’Argus Array progettato dalla stessa università, dovrebbe aumentare nei prossimi anni il numero di eventi di distruzione mareale scoperti da poche decine a molte centinaia o migliaia ogni anno, offrendo nuove opportunità per comprendere la formazione, l’evoluzione e il moto dei buchi neri all’interno delle galassie.
