Missionarie in Congo: il fronte umanitario contro la tratta di bambini
Missionarie in Congo denunciano traffico di bambini e sfruttamento.

Nel cuore del Congo, dove guerra e povertà si fondono in una realtà drammatica, missionarie come suor Loredana Dalla Libera stanno combattendo una battaglia silenziosa contro il traffico di esseri umani. Nell’odierna Giornata mondiale contro questa nuova schiavitù, la religiosa, coordinatrice a Kinshasa di Talitha Kum, ha rivelato come bambini vengano rapiti e sfruttati, spesso per essere arruolati come soldati o sottoposti a sfruttamento sessuale. La sua testimonianza svela un quadro di violenza e abuso che coinvolge comunità intere.
La tratta di bambini in un Paese in guerra
Nel Nord e Sud Kivu, aree devastate da conflitti, gruppi armati non statali rapiscono bambini per costringerli a combattere. Suor Dalla Libera ha descritto come i militanti entrino di notte nei villaggi, violentano e uccidono, e poi portano via i bambini. «Sono sicura che, ogni giorno, ne rapiscono moltissimi», ha detto la missionaria, aggiungendo che alcuni di questi ragazzini, appena svegliati, vengono addestrati a sparare e venduti a gruppi rivali. Secondo il Global report on trafficking in persons 2024, tra il 2021 e il 2022, 2.000 bambini sono stati reclutati con la forza, alcuni di età compresa tra i 9 e i 10 anni.
Truffe e sfruttamento in un contesto di povertà
La tratta non si limita ai villaggi. A Kinshasa, dove la povertà estrema è una realtà quotidiana, si osserva un sistema di truffe mirate a sfruttare la speranza di un futuro migliore. Suor Dalla Libera ha raccontato di due studenti che, dopo aver ricevuto una borsa di studio per andare in Canada, si sono trovati in un giro di sfruttamento della prostituzione giovanile. La religiosa ha collaborato con le forze dell’ordine canadesi per salvare i ragazzi, ma il caso è solo uno di tanti. Secondo un rapporto del Dipartimento di Stato USA del 2025, la Repubblica Democratica del Congo è un Paese di origine, transito e destinazione per la tratta di esseri umani, con categorie a rischio come ragazze, bambini e sfollati.
La religiosa ha anche descritto un episodio drammatico in cui un autobus, apparentemente in cerca di passeggeri, si è rivelato una trappola. I passeggeri, costretti a salire senza fermate, sono stati portati in un campo isolato e di loro si è persa ogni traccia. Questo episodio è accaduto l’anno in cui ho messo piede per la prima volta in città, ha raccontato suor Dalla Libera, ricordando come i finestrini sani degli autobus fossero un elemento di rischio. «A Kinshasa la povertà non permette di cambiare i vetri quando si rompono, e questo può essere un vantaggio per chi vuole scappare».
La rete Talitha Kum, che la missionaria coordina, cerca di salvare le vittime strappandole da un giro che si fa sempre più grande. Tuttavia, il governo congolese ha registrato una diminuzione delle indagini e dei procedimenti giudiziari relativi alla tratta di persone, come rileva il Trafficking in persons report 2025. La mancanza di risorse, la corruzione e il conflitto nell’est del Paese ostacolano i tentativi di contrasto. Nonostante questo, le missionarie continuano a lavorare, spesso in condizioni estreme, per proteggere i più vulnerabili.
La religiosa ha anche sottolineato l’importanza dei centri diurni e degli orfanotrofi, che si occupano dei bambini senza genitori o parenti. «A Kinshasa ne sono pieni», ha detto, aggiungendo che è impossibile controllare tutti i bambini. E le organizzazioni della tratta ne approfittano. La sua testimonianza, come tante altre, rappresenta un grido d’allarme per un Paese in cui la guerra, la povertà e la corruzione alimentano un sistema di sfruttamento che coinvolge milioni di persone.
- 2.000 bambini reclutati con la forza nel 2021-2022
- Tratta di bambini in Nord e Sud Kivu
- Truffe mirate a sfruttare la speranza di un futuro migliore
