Nuovi Comuni e referendum su sanità e trasporti: la proposta di legge regionale
Nuovi Comuni e referendum su sanità e trasporti: la proposta di legge regionale

Democrazia diretta e partecipazione civile: la proposta di legge regionale
La proposta di legge regionale, presentata da Francesco Filipponi (Pd) e firmata anche da altri esponenti del Pd e M5s, mira a rafforzare la democrazia diretta e a semplificare la creazione di nuovi Comuni. L’obiettivo è rendere più accessibile e trasparente la partecipazione civile, permettendo ai cittadini, alle associazioni e agli enti del Terzo settore di chiedere un approfondimento pubblico su temi rilevanti, come il Piano sanitario o dei trasporti. Per farlo, basterà raccogliere 3 mila firme, un numero significativamente inferiore rispetto a quello previsto in precedenza. L’istruttoria pubblica, introdotta nel disegno di legge, permetterà a chiunque di richiedere un’analisi approfondita su questioni di interesse generale, con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente la società civile nella gestione delle decisioni regionali.
La partecipazione civile diventa più concreta e accessibile grazie a una procedura semplificata.
Modifica all’articolo 44: nuovi Comuni con 1.500 abitanti
Un altro punto chiave del disegno di legge è l’aggiornamento dell’articolo 44, che prevede la possibilità di istituire un nuovo Comune con almeno 1.500 abitanti, anziché 10 mila, qualora sussistano «particolari ragioni storiche» o esigenze legate alla conformazione geografica del territorio. Questa modifica potrebbe favorire la creazione di Comuni autonomi come Collestatte e Torre Orsina, che rivendicano una storica autonomia persa nel 1927. Tuttavia, la sostenibilità economica e organizzativa del nuovo Comune dovrà essere dimostrata attraverso una relazione tecnica, che non potrà pesare finanziariamente sulla Regione. L’obiettivo è evitare la creazione di Comuni troppo piccoli per i quali non potrebbero essere garantiti i servizi.
La legge cerca di bilanciare la libertà di iniziativa con la responsabilità economica. La proposta include anche l’estensione del referendum abrogativo a atti amministrativi di alta programmazione, come il Piano socio-sanitario o i piani dei trasporti. Per richiederlo, saranno necessarie 50 mila firme, contro le 10 mila attuali per leggi e regolamenti. L’obiettivo è garantire una maggiore partecipazione e trasparenza, anche se le leggi di bilancio e tributarie restano escluse. Questo strumento permetterà ai cittadini di esprimersi su decisioni che influenzano la vita quotidiana, aumentando la responsabilità delle istituzioni e la capacità di incidere sulle scelte regionali.
La legge regionale 14 del 2010, che disciplina i meccanismi di partecipazione civile, viene resa più coerente con lo statuto regionale. L’aggiornamento include anche modifiche strutturali, come l’eliminazione di terminologie ormai superate, come ‘persone disabili’, sostituite con ‘persone con disabilità’. Inoltre, vengono introdotti nuovi canali digitali per la diffusione delle informazioni sull’iter dei provvedimenti, come il sito istituzionale dell’Assemblea legislativa e i social media della Regione. Questi cambiamenti mirano a modernizzare una legge ormai vecchia di 16 anni, rendendola più attuale e accessibile.
Il disegno di legge inizia il suo iter istituzionale nell’Assemblea legislativa, dove sarà assegnato a una commissione per l’esame e l’eventuale presentazione di emendamenti. Dopo l’esame, il testo passerà in Aula per la discussione e il voto definitivo. Solo dopo l’approvazione del Consiglio regionale e la pubblicazione sul Bollettino ufficiale, la nuova disciplina entrerà in vigore. Secondo le stime di Filipponi, il procedimento richiederà almeno due mesi. La modifica, pur mirando a modernizzare la legge regionale 14 del 2010, dovrà affrontare anche le sfide economiche legate alla creazione di Comuni piccoli, che potrebbero non essere sostenibili finanziariamente.
