Ogni vittima della strage di Bologna avrà un luogo intitolato

A Bologna, ogni vittima della strage del 1980 avrà un luogo pubblico intitolato a partire da settembre.

Piazzale, via e area verde intitolati a vittime della strage di Bologna, 1980
Piazzale, via e area verde intitolati a vittime della strage di Bologna, 1980

La città di Bologna, in ricordo della strage del 2 agosto 1980, ha deciso di intitolare un luogo pubblico a ogni una delle 85 vittime dell’esplosione alla stazione. L’iniziativa, annunciata a settembre, nasce da un percorso condiviso con l’Associazione dei familiari delle vittime e ha visto la partecipazione attiva del Consiglio comunale e della giunta. L’obiettivo è rendere visibile e tangibile il ricordo di chi perse la vita in quel tragico evento, distribuendo le intitolazioni in diversi quartieri della città, non solo nel centro storico ma anche nelle periferie. Il progetto, approvato nel marzo scorso, si basa su un lavoro che ha coinvolto attivamente i familiari delle vittime.

Un progetto condiviso con i familiari

La decisione è stata approvata nel marzo scorso, su proposta del Consiglio comunale, e si basa su un lavoro che ha coinvolto l’Associazione dei familiari delle vittime della strage. L’obiettivo è rafforzare il valore comunitario del ricordo, non legandolo a un unico luogo ma favorendo l’intreccio delle storie delle vittime con la vita quotidiana delle persone. “Ricordare i loro nomi, significa affermare i valori democratici della nostra città e la battaglia per la verità e per la giustizia, portata avanti con tenacia dai familiari per più di quarant’anni”, ha spiegato il sindaco Matteo Lepore.

Le nuove aree individuate sono sparse per tutta la città, con un’attenzione particolare alle periferie. Tra i luoghi intitolati, si trovano piazzali, passaggi, aree verdi e strade. Ad esempio, nel parco Nicholas Green, vicino alla Certosa, saranno intitolati piazzale e passaggi a diversi nomi, tra cui Cesare Francesco Diomede Fresa, Errica Frigerio e Vito Diomede Fresa. Altri nomi saranno intitolati a aree situati all’interno del giardino Natalia Agostini e Manuela Gallon, prospiciente la via Nino Bertocchi. L’obiettivo è rendere tangibile il ricordo di ogni vittima, anche in luoghi che non sono immediatamente associati al dramma.

Intitolazioni sparse per tutta la città

La posa dei pali delle targhe avverrà a partire da settembre, con una cerimonia che vedrà la partecipazione dei familiari delle vittime. Tra loro, saranno presenti anche i familiari di Leo Luca e Antonella, vittime ravennati. L’iniziativa, che non parte da zero, ha visto alcune aree già intitolate in precedenza, come il giardino Natalia Agostini e Manuela Gallon e la rotonda ‘Taxisti vittime della strage 2 agosto 1980’, diventata ‘Francesco Betti e Fausto Venturi, taxisti vittime della strage 2 agosto 1980’. L’idea è di rendere il ricordo delle vittime parte integrante della vita cittadina, non solo come evento storico.

Il sindaco Matteo Lepore ha spiegato che l’idea è di distribuire queste intitolazioni nei diversi quartieri della nostra città, per rafforzarne il valore comunitario. “Abbiamo scelto di distribuire queste intitolazioni nei diversi quartieri della nostra città, per rafforzarne il valore comunitario”, ha detto. L’obiettivo è che i nomi delle vittime siano presenti in luoghi quotidiani, in modo che il loro ricordo non si perda nel tempo. L’idea è anche un atto di riconciliazione e di riconoscimento, che riconosce il valore delle vite perse e la lotta per la verità e la giustizia portata avanti dai familiari.

Il ricordo delle vittime non si perde nel tempo
Un atto di riconciliazione e di riconoscimento