Patti Smith al Castello Sforzesco con il figlio: “Solo gli affetti vincono le assenze”

Patti Smith torna al Castello Sforzesco con il figlio e un repertorio ricco, celebrando affetti e ricordi.

Patti Smith su un palco con il figlio, circondata da musicisti e spettatori, in un concerto che celebra affetti e ricordi
Patti Smith su un palco con il figlio, circondata da musicisti e spettatori, in un concerto che celebra affetti e ricordi

Patti Smith, icona del rock e voce di una generazione, torna al Castello Sforzesco a Milano con un concerto che racchiude dolore, gratitudine e affetti. A sette anni da quando ha pubblicato il memoir “Il pane degli angeli”, la cantante si esibisce in un repertorio che sintetizza la sua carriera, accompagnata dal figlio Jackson e da un gruppo di musicisti. L’evento, in programma stasera, è un omaggio a chi l’ha accompagnata lungo la vita, anche quando non c’era più. “Solo gli affetti vincono le assenze”, le parole che accompagnano la serata, riecheggiano il sentimento che ha scritto il libro che ha segnato la sua vita.

Gratitudine e ricordi di chi è andato via

“Il dolore è stato immenso, ma ho trovato il modo per affrontarlo: la gratitudine”, racconta Patti Smith, ricordando i lutti che ha vissuto. Tra i nomi che ha perso ci sono Robert Mapplethorpe, Richard Sohl, Fred “Sonic” Smith, Tod e altri, tutti scomparsi troppo presto. “Erano così giovani, e il dolore è stato immenso”, dice, ma aggiunge che la gratitudine è diventata il modo per vivere con loro. Ho imparato che la gratitudine autentica non è un modo per cancellare il dolore, ma per trasformarlo, sottolinea, riconoscendo il valore di chi l’ha accompagnata in ogni momento.

Un repertorio che racconta la vita

Il concerto al Castello Sforzesco si svolge al Cortile delle Armi, con un repertorio che include canzoni iconiche come “People have the power”, scritta con il marito Fred “Sonic” Smith per la campagna presidenziale di Jesse Jackson, e “Because the night”, composta da Bruce Springsteen e rielaborata grazie all’ingegnere del suono Jimmy Iovine. “Finito il testo, capii immediatamente di avere tra le mani una hit”, ricorda Patti, che ha sempre cercato di esprimere attraverso la musica una forma di infinito.

La serata al Castello Sforzesco non è solo un concerto, ma un momento di condivisione e riconoscenza. Patti Smith, che ha sempre cercato l’infinito attraverso la musica, oggi si rivolge a chi l’ha accompagnata, anche quando non c’era più. Un mondo d’affetti che continua a vivere, a crescere, a vincere l’assenza, conclude, rafforzando il messaggio che ha scritto nel memoir e che oggi accompagna la sua esibizione. La Sacerdotessa del rock, con il figlio e i musicisti, torna a Milano per ricordare, celebrare e vivere il ricordo.

A sette anni da quando ha pubblicato il memoir, Patti Smith rivela un aspetto della sua vita che ha scoperto solo a settant’anni: “Ho scoperto di avere due padri”. L’affermazione, che sembra quasi un’eco di un’esperienza personale, si incrocia con il tema dell’affetto e della memoria. “Ho amato profondamente quello che m’ha cresciuta, l’uomo che è stato davvero il mio genitore giorno dopo giorno, ma ho dovuto riconoscere che pure quello biologico fa parte della mia storia”, dice, riconoscendo la complessità delle radici che hanno formato la sua identità.

Per la Sacerdotessa del rock, Milano è il Manzoni, l’Alcatraz, il Dal Verme, il Nazionale, la basilica di San Vittore, l’Arena Civica, il Parenti, il Padiglione Visconti, l’Idroscalo, il Carroponte, Villa Arconati e tutti gli altri palcoscenici frequentati nei decenni. Luoghi di condivisione, d’impegno, ma anche di riconoscenza per averla aiutata a guardare avanti. La sua carriera, che si sintetizza in questa serata, è un viaggio attraverso affetti, ricordi e la capacità di trasformare il dolore in gratitudine.