Salvatore Parolisi attende due sentenze decisive: libertà e incontro con la figlia
Salvatore Parolisi attende due sentenze decisive: libertà e incontro con la figlia

Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’Esercito condannato per l’omicidio della moglie Melania Rea, attende due decisioni decisive: la sentenza della Suprema Corte e il verdetto del tribunale per i minorenni di Napoli. Il processo, che si svolgerà domani, riguarda sia la sua libertà che il rapporto con la figlia, che non lo vede da quattro anni. L’omicidio di Melania Rea, avvenuto il 18 aprile 2011 nel bosco delle Casermette a Civitella del Tronto, ha segnato una svolta drammatica nella vita del sottufficiale.
La Cassazione valuta la mancanza di prove
La Cassazione, che domani mattina ascolterà gli avvocati di Parolisi, dovrà valutare la mancanza di prove a carico del difensore e le discordanze tra le sentenze e l’ordinanza di custodia cautelare. Gli avvocati, tra cui Federica Benguardato, Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, hanno presentato 16 motivazioni per chiedere l’assoluzione o la riforma della sentenza di appello. La Corte potrebbe decidere di rinvio degli atti all’Aquila, in attesa di ulteriori chiarimenti. La difesa sostiene che le prove non sono sufficienti a condannare Parolisi, e che le sentenze sono contraddittorie.
La difesa ha sottolineato la mancanza di prove e le discordanze tra le sentenze. La terna difensiva non ha trovato elementi a carico di Parolisi, e chiede l’assoluzione o la riforma della sentenza di appello. La Corte potrebbe decidere di rinvio, in attesa di ulteriori chiarimenti. La difesa ha anche sottolineato che le sentenze sono contraddittorie e che la custodia cautelare non è stata giustificata in modo convincente.
Il tribunale per i minorenni decide sull’incontro con la figlia
Al contempo, il tribunale per i minorenni di Napoli dovrà decidere se permettere l’incontro tra Parolisi e la figlia, che ha appena compiuto quattro anni. La tutela della bambina è affidata alla madre di Melania Rea, e la relazione del CTU, depositata nel 2012, aveva già indicato la possibilità di un incontro con il padre. Tuttavia, Parolisi ne è venuto a conoscenza solo nel 2013. L’avvocato Benguardato ha spiegato che la bimba, quando parlava al telefono con il padre, stringeva forte la cornetta, dimostrando un forte legame emotivo.
La relazione del CTU aveva già indicato la possibilità di un incontro con il padre. La relazione venne depositata nel 2012, ma Parolisi ne è venuto a conoscenza solo nel 2013. L’avvocato ha sottolineato che la bimba aveva un forte legame con il padre, e che l’incontro potrebbe essere un passo importante per la sua vita. Il tribunale dovrà valutare se permettere l’incontro, tenendo conto delle motivazioni presentate.
La decisione del tribunale per i minorenni potrebbe aprire la strada a un incontro, ma la difesa di Parolisi ha sottolineato la tardiva conoscenza della relazione del CTU. La sentenza della Cassazione, invece, potrebbe portare a una revisione del caso o a un rinvio. In entrambi i processi, il destino di Parolisi e della sua famiglia si gioca in un momento cruciale, con due giudizi che potrebbero cambiare la sua vita e quella della figlia. La Corte e il tribunale per i minorenni dovranno valutare con attenzione le prove e le motivazioni presentate, per prendere decisioni che influenzeranno il futuro di un uomo e di una bambina.
