Sblocco di Hormuz, un «contributo» per 90 miliardi di danni
Sblocco di Hormuz, un «contributo» per 90 miliardi di danni. Gli sceicchi del Golfo offrono un aiuto all’Iran per ripristinare il transito.

La guerra nel Golfo ha causato danni stimati fino a 90 miliardi di dollari, con gli sceicchi del Golfo disposti a offrire un «contributo» volontario all’Iran pur di sbloccare lo Stretto di Hormuz. L’idea, presentata dall’Oman agli altri Paesi del Golfo, mira a ripristinare il transito delle navi e a ridurre l’impatto economico della crisi. Il piano, ispirato al modello dello Stretto di Malacca, prevede un pagamento non vincolante per i servizi di navigazione e protezione. Se l’offerta piacerà a Teheran e se Washington non si opporrà, il blocco potrebbe finalmente essere sollevato.
Un modello ispirato a Malacca
Lo schema proposto dagli sceicchi del Golfo si ispira al modello dello Stretto di Malacca, dove Indonesia, Malesia e Singapore chiedono un «contributo» per i servizi di navigazione e protezione ambientale. Anche a Hormuz, il principio della libertà di navigazione sarebbe formalmente salvaguardato, ma l’offerta araba di pagare «volontariamente» per il transito cambia la situazione. L’Iran potrebbe ricevere un flusso di denaro fresco, utile per riparare i danni subiti durante la guerra.
La guerra ha danneggiato l’economia globale
La guerra ha avuto un impatto devastante sull’economia del Golfo, con il Fondo monetario internazionale che prevede una contrazione del Pil tra l’1,4% in Arabia Saudita e il 14,7% in Qatar. Allo scoppio del conflitto, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo aveva calcolato che un mese di guerra intensa avrebbe causato 4 milioni di disoccupati e un crollo del Pil tra il 3,7% e il 6%. Cinque mesi di conflitto a singhiozzo hanno probabilmente portato a un risultato simile, con danni strutturali tra i 70 e i 90 miliardi di dollari solo per Qatar, Emirati, Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita.
Le spese militari hanno lievitato i budget della Difesa del 20%. L’Iran ha usato la guerra per alzare i prezzi del petrolio, costringendo i consumatori americani e europei a pressare la Casa Bianca per una tregua. Il blocco di Hormuz ha ridotto l’export di gas e carburante dal Golfo, tagliando le entrate dei Paesi arabi. Gli sceicchi, però, hanno deciso di pagare di tasca propria per ripristinare il transito. Il «contributo» volontario potrebbe aiutare a ripartire. La proposta, se accettata, potrebbe permettere ai Paesi del Golfo di ridurre i danni economici e riprendere l’export. L’Iran, però, non ha ancora commentato la richiesta, lasciando aperta la questione. Trump, che sembra al corrente della proposta, non sembra contrario, anche se l’idea di guadagnare da Hormuz era durata poco. Gli sceicchi, pur avendo pagato cara la crisi, sperano che un «contributo» volontario possa aiutarli a ripartire.
