Terremoto in Giappone, 13 morti e 36mila senza elettricità. Esperti avvertono: rischio crollo anche con scosse minori

Terremoto di magnitudo 7,1 in Giappone, 13 morti e 36mila senza corrente. Esperti preoccupati per rischio crollo di edifici.

Terremoto in Giappone, abitazioni distrutte e persone ferite. Personale delle Forze di Autodifesa soccorre i sopravvissuti
Terremoto in Giappone, abitazioni distrutte e persone ferite. Personale delle Forze di Autodifesa soccorre i sopravvissuti

Il terremoto di magnitudo 7,1 ha colpito la Prefettura di Kumamoto, nell’isola di Kyushu, causando crolli, vittime e un grave impatto sulla popolazione. La scossa, avvenuta alle 4,27 del 29 luglio 2026, ha scosso la regione per diversi minuti, con effetti devastanti su infrastrutture, abitazioni e attività economiche. Almeno 13 persone sono morte, centinaia sono rimaste ferite, mentre almeno 36mila abitazioni sono rimaste senza corrente elettrica, mettendo a rischio la salute della popolazione a causa del caldo estremo. Gli allarmi dei cellulari sono partiti in tutta la regione, segnalando l’imminente pericolo.

Scosse di assestamento e rischio di crollo

Le autorità hanno avvertito che le scosse di assestamento potrebbero continuare per tutta la settimana, con intensità che varia tra 1 e 3 gradi sulla scala giapponese. Il professor Sakai Yuki, esperto di vibrazioni sismiche, ha espresso preoccupazione per la stabilità delle strutture sopravvissute al terremoto. Le edifici potrebbero crollare anche con scosse di minore entità, a causa delle vibrazioni intense registrate. Le autorità hanno quindi invitato la popolazione a mantenere una distanza di sicurezza dalle strutture danneggiate.

Disastro al centro commerciale e soccorso in atto

Un’ora dopo il terremoto, sono state estratte otto persone rimaste intrappolate dalle macerie in un centro commerciale, dove è avvenuta un’esplosione probabilmente dovuta a una fuga di gas. Due dei soccorsi non ce l’hanno fatta, mentre altre trenta persone sono ancora disperse. Il personale delle Forze di Autodifesa, inviato sul posto dalla prima ministra Takaichi, ha sottolineato l’importanza di ogni secondo per salvare vite. Le operazioni di soccorso proseguono con intensità, anche se le condizioni sono estremamente difficili. La regione, con circa due milioni di abitanti, è caratterizzata da vulcani e stazioni termali, ma la scossa ha causato interruzioni al traffico, ai treni e ai voli. Le temperature, che hanno raggiunto i 35 gradi, hanno reso ancora più critica la situazione, con il rischio di colpi di calore. Le autorità hanno quindi raccomandato di fare pause durante i lavori all’aperto, per evitare ulteriori danni alla salute.

Effetti devastanti su infrastrutture e cultura

Le conseguenze del terremoto si estendono a tutta la Prefettura, con danni significativi a strutture storiche e religiose. Il castello di Kumamoto, in fase di ristrutturazione, è crollato all’istante, mentre alcuni santuari shintō e una casa da tè del XVII secolo sono stati parzialmente danneggiati. Gli effetti si fanno sentire anche sulle abitazioni, con pareti in cemento armato che si sono danneggiate e mobili che hanno ribaltato. La popolazione, abituata a vivere con la paura dei terremoti, ha reagito con prontezza, seguendo le regole di emergenza.

La NHK, la radio-televisione pubblica giapponese, ha reso noto che sono previsti temporali per oggi, ma che anche una modesta quantità di pioggia potrebbe causare frane nei territori colpiti. Le operazioni di soccorso e ricostruzione sono in corso, ma la situazione resta estremamente complessa. La comunità, pur traumatizzata, si mostra determinata a superare l’emergenza, con l’aiuto delle Forze di Autodifesa e delle organizzazioni locali.