Turismo calabrese, da Parma allo Ionio per amore: la storia dell’host Monica

Monica ha lasciato Parma per tornare a Santa Caterina dello Ionio, suo luogo del cuore da bambina. Su Airbnb accoglie ospiti da tutto il mondo in un’antica casa ristrutturata.

Donna accoglie ospiti in una casa ristrutturata affacciata sul Golfo di Squillace, circondata da verde e mare azzurro
Donna accoglie ospiti in una casa ristrutturata affacciata sul Golfo di Squillace, circondata da verde e mare azzurro

Un luogo del cuore scoperto da bambina diventa il progetto di una vita intera. Monica ha scelto di tornare a Santa Caterina dello Ionio, piccolo paese calabrese affacciato sullo Ionio, per trasformarlo in meta di ospitalità consapevole e condividere con il mondo la bellezza autentica di questa zona della Calabria. La sua storia, come riferisce adnkronos.com, rappresenta un caso di turismo rigenerativo dove l’amore per un territorio diventa motore di rilancio economico e culturale.

Monica arrivò da bambina a Santa Caterina dello Ionio e rimase colpita da quello che vide: lo spazio, il Golfo, l’azzurro del mare, il verde delle montagne. Quel luogo rimase impresso nella memoria, tanto che anni dopo decise di tornarvi da adulta. Proveniente da Parma, ha scelto di abbandonare la propria vita al nord per realizzare un sogno: ristrutturare una casa sul Golfo di Squillace, nella parte che era stata il centro storico del paese, completamente abbandonata. La scelta non era scontata: una regione spesso esclusa dai flussi turistici principali, un borgo sconosciuto ai più, ma proprio questa autenticità ha rappresentato per lei il fascino maggiore.

Quando ha pubblicato lo spazio su Airbnb, Monica lo ha fatto senza grandi aspettative. Era consapevole che pochi avrebbero scelto un paese poco conosciuto come Santa Caterina dello Ionio, eppure la piattaforma si è rivelata il canale giusto per raggiungersi chi cercava qualcosa di diverso dal turismo convenzionale. Stagione dopo stagione, sono arrivati ospiti da tutta Europa e da luoghi lontanissimi come Islanda, Patagonia e Australia. Una risposta che ha sorpassato ogni previsione iniziale, dimostrando come esista una domanda crescente di esperienze autentiche e immersive nei piccoli borghi.

L’ospitalità come pratica naturale, non costruita

Quello che distingue l’approccio di Monica è la sua visione dell’ospitalità: non qualcosa di artificiale o commerciale, bensì un modo naturale di far sentire le persone a casa. Non accoglie con frasi studiate o servizi standardizzati, ma con gesti semplici e genuini. Un mazzetto di origano raccolto dal suo giardino, consigli sinceri sui dintorni, una chiacchiera davanti al panorama sul Golfo. Questo approccio crea un’esperienza che va oltre la semplice affittanza di una camera: diventa un incontro umano, uno scambio autentico in cui l’ospite scopre il territorio attraverso gli occhi di chi l’ama davvero.

Donna accoglie ospiti in una casa ristrutturata affacciata sul Golfo di Squillace, circondata da verde e mare azzurro, immagine di approfondimento

Gli ospiti che scelgono la casa di Monica non vengono solo per il mare, anche se il Golfo di Squillace è straordinario. La location consente di scoprire una Calabria molto diversa da quella dello stereotipo turistico. In pochi minuti si passa dalle spiagge dello Ionio ai boschi dell’entroterra, tra sorgenti, sentieri e paesi antichi. Inoltre, chi resta nel borgo ha accesso alle catoi, le antiche cantine scavate nella roccia che testimoniano una tradizione secolare di conservazione del vino, oltre alle feste di paese che scandiscono il calendario locale con tradizioni radicate.

Un modello di turismo consapevole nel sud Italia

La scelta di Monica rappresenta un modello alternativo di turismo, particolarmente rilevante per il Mezzogiorno italiano. Piuttosto che creare attrazioni artificiali o seguire i circuiti consolidati, ha scelto di investire sulla rigenerazione di uno spazio storico e sulla sua restituzione alla comunità come risorsa. Il successo internazionale di questa piccola casa sul Golfo di Squillace dimostra che i viaggiatori contemporanei cercano connessione autentica con i territori che visitano.

Per Santa Caterina dello Ionio, la presenza di Monica e di altri operatori come lei rappresenta un’opportunità concreta di rinascita economica e culturale. Le piccole strutture ricettive gestite con genuinità possono diventare il volano per la riscoperta di borghi storici e per il mantenimento delle tradizioni locali, creando occupazione e senso di comunità. La storia di Monica insegna che a volte è necessario tornare indietro, ai nostri luoghi del cuore, per trovare il percorso giusto verso il futuro.