Uccidetela e fatela sparire: 20mila euro per uccidere l’ex compagna di un boss

Sventato un piano di omicidio per vendetta: 20mila euro al boss per uccidere l’ex compagna, arrestati cinque indagati.

Boss e mandante arrestati per piano di omicidio, 20mila euro per uccidere ex compagna
Boss e mandante arrestati per piano di omicidio, 20mila euro per uccidere ex compagna

Un piano di omicidio pianificato nei minimi dettagli e finanziato con 20mila euro è stato sventato dai Carabinieri e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Il caso riguarda Andrea Autiero, un boss legato al clan dei Casalesi, e Vincenzo Russo, ex compagno della vittima e presunto mandante dell’atto criminale. L’indagine ha portato all’emissione di cinque ordini di custodia cautelare in carcere per i due uomini, accusati di aver organizzato un’uccisione spietata e di aver messo in atto un piano per sequestrare, trasferire e uccidere la donna in un luogo isolato, seguendo le modalità tipiche della lupara bianca.

Un piano di omicidio con dettagli estremi

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo aveva predisposto ogni aspetto del crimine: auto con targhe clonate, telefoni dedicati e un piano che prevedeva il sequestro della donna, il trasferimento in un luogo isolato, l’uccisione a coltellate e la successiva sparizione del corpo. Il mandante, Vincenzo Russo, avrebbe fornito informazioni personali sulla vittima, fotografie e persino le chiavi della sua abitazione e dell’auto per facilitare l’esecuzione del delitto. L’indagine ha anche rivelato che il piano era già in fase avanzata di preparazione, con l’obiettivo di cancellare una vita in cambio di un prezzo elevato.

Il rancore dell’ex compagno ha portato a un piano di morte. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per episodi di stalking e revenge porn, aveva un rancore cieco nei confronti della vittima, che aveva denunciato in passato. Il piano, già in atto, prevedeva un’uccisione rapida e una sparizione del corpo, con metodi tipici della lupara bianca.

La connessione con la camorra e le intimidazioni

Il caso si collega a un bene confiscato alla camorra, un immobile appartenuto a Andrea Autiero, che il Comune di Gricignano stava riqualificando per l’inaugurazione. Gli investigatori hanno rilevato che il gruppo aveva anche agito con un’azione intimidatoria contro un imprenditore e un distributore di carburanti riconducibile alla famiglia del sindaco Vittorio Lettieri. L’attacco, avvenuto il 30 aprile scorso, è stato eseguito con armi da fuoco calibro 7,65 e 9×21, utilizzate da un commando in moto con caschi integrali. L’azione è stata interpretata come un messaggio rivolto al sindaco, accusato di coordinare i lavori per la riqualificazione del bene confiscato.

Boss e mandante arrestati per piano di omicidio, 20mila euro per uccidere ex compagna, immagine di approfondimento

La scia di intimidazioni ha insanguinato l’Agro Aversano. La DDA ha contestato la detenzione illegale delle armi e ha collegato gli episodi a una scia di intimidazioni che ha insanguinato l’area. L’indagine ha anche rivelato un rancore cieco tra l’ex compagno della vittima e il boss, già noto alle forze dell’ordine per episodi di stalking e revenge porn. La vittima, denunciata in passato per questi reati, aveva cercato di liberarsi da un rapporto tossico, ma il suo ex ha scelto la strada dell’omicidio.

La vicenda ha svelato una connessione tra il clan dei Casalesi e la fazione degli “Scusuti” di Gricignano d’Aversa, con Andrea Autiero ritenuto elemento di vertice. L’indagine ha anche evidenziato l’uso di metodi criminale e di violenza, con un piano di omicidio che ha rischiato di portare a un tragico epilogo. La sventatura del piano ha evitato un ulteriore episodio di violenza e ha messo in luce la complessità del sistema criminale che opera in alcune aree della Campania.