Unità di polizia undercover chiusa per sorveglianza ingiustificata, riferisce inchiesta sull’attività di spiecopi
Unità di polizia undercover chiusa per sorveglianza ingiustificata, inchiesta sull’attività di spiecopi.

La chiusura dell’unità di polizia undercover Special Demonstration Squad (SDS) è emersa durante un’inchiesta sull’attività di spiecopi, con l’indicazione che la decisione fu presa per motivi di ingiustificata sorveglianza e gestione inefficiente. L’unità, che aveva operato per 40 anni, fu sciolta da Jon Boutcher, allora capo della divisione antiterrorismo della Scotland Yard e ora capo della Polizia Service of Northern Ireland. Boutcher ha sottolineato che la SDS aveva condotto operazioni non necessarie e aveva causato danni gravi alla società.
sorveglianza ingiustificata
Boutcher ha spiegato che la SDS aveva infiltrato gruppi politici che non rappresentavano un rischio per l’ordine pubblico o la democrazia, come i sostenitori del Palestina e i gruppi di sinistra. Al contrario, la polizia non aveva capacità sufficienti per infiltrare gruppi terroristi, purtroppo responsabili di perdite di vite umane. L’unità aveva condotto operazioni di sorveglianza su migliaia di attivisti politici, ma Boutcher ha sottolineato che la maggior parte di questi gruppi non costituiva un pericolo reale.
La decisione di chiudere l’unità fu presa in modo rapido e radicale.
La SDS aveva anche adottato comportamenti abusivi, tra cui relazioni intime con donne che stavano spiando senza rivelare la propria identità. Boutcher ha riferito che tali azioni avevano causato danni incalcolabili e insopportabili, soprattutto nei confronti di donne vulnerabili. Inoltre, l’unità aveva raccolto informazioni invasive su famiglie in lutto, come quelle del Jean Charles de Menezes, ucciso da poliziotti a Londra nel 2005.
gestione inefficiente e resistenza al cambiamento
La SDS era diventata “isolata e molto parrocchiale”, secondo Boutcher, e aveva resistito al cambiamento necessario per adattarsi alle nuove minacce. L’unità aveva anche subìto critiche per la gestione dei fondi, con i poliziotti che richiedevano ore di lavoro extra in modo eccessivo. Quando furono proposte tagli drastiche ai pagamenti, molti di loro minacciarono di dimettersi.
La chiusura fu vista come un passo radicale ma necessario.
Boutcher ha descritto la decisione come “molto innovativa”, poiché l’unità aveva operato per 40 anni senza un chiaro impatto positivo. L’inchiesta ha rivelato che i successi dichiarati dall’SDS erano spesso esagerati o addirittura simili a fiabe. Inoltre, l’unità aveva una scarsa formazione e quasi tutti i poliziotti infiltrati si rifiutavano di ricevere ulteriore addestramento. La chiusura ha segnato la fine di un’operazione di spionaggio che aveva suscitato molte critiche e preoccupazioni etiche.
- La SDS aveva infiltrato gruppi politici non pericolosi.
- Le operazioni di sorveglianza erano considerate ingiustificate.
- La chiusura fu decisa in modo rapido e radicale.
- Le relazioni intime con donne erano state un comportamento abusivo.
- La gestione dei fondi era stata criticata.
L’inchiesta ha esaminato le attività di 139 poliziotti undercover nell’SDS e in un’altra unità segreta, che avevano infiltrato organizzazioni di sinistra tra il 1968 e almeno il 2010. La decisione di chiudere l’unità rappresenta un momento cruciale per la polizia, con implicazioni etiche e operative significative.
