Vendemmia 2026: in provincia di Alessandria il Moscato si raccolga dieci giorni prima per effetto del caldo e della siccità

In provincia di Alessandria la vendemmia 2026 anticipa di dieci giorni il Moscato a causa del caldo e della siccità, segno del cambiamento climatico.

Vigneti in provincia di Alessandria con uve mature a causa del caldo e della siccità, operai in raccolta uve
Vigneti in provincia di Alessandria con uve mature a causa del caldo e della siccità, operai in raccolta uve

Anticipo della vendemmia per effetto del caldo e della siccità

In provincia di Alessandria, la vendemmia 2026 si avvia con un anticipo di circa dieci giorni rispetto alla tradizione, segno concreto dell’impatto del cambiamento climatico sul comparto vitivinicolo. Le alte temperature e lo stress idrico hanno accelerato la maturazione delle uve, con il Moscato che entra in raccolta già nei primi giorni di agosto, anziché intorno a Ferragosto. Questo spostamento rappresenta un effetto diretto del caldo estremo e della scarsità di precipitazioni, che hanno messo sotto pressione i vigneti. La siccità, in particolare, continua a rappresentare una delle principali incognite per le rese produttive. La situazione climatica ha modificato radicalmente i tempi della vendemmia, con un calendario che si allunga su un arco di quasi due mesi. Questo rende le aziende vitivinicole di Alessandria di fronte a una vera e propria sfida enologica, dovuta alla concentrazione zuccherina elevata nelle uve, frutto delle temperature record e della scarsità d’acqua.

Un settore in difficoltà ma che mantiene la sua forza

Nonostante le criticità, il vino italiano rimane un pilastro dell’economia agroalimentare del Paese. Il settore conta su oltre 241 mila imprese viticole, un fatturato di circa 14 miliardi di euro e una superficie coltivata di 681 mila ettari. Il 78% dei vigneti è dedicato a produzioni a Indicazione Geografica, testimonianza di un patrimonio unico al mondo, fatto di territori, tradizioni e centinaia di vitigni autoctoni. Tuttavia, il comparto deve fare i conti con una serie di sfide, tra cui la burocrazia che pesa per circa 1,6 miliardi di euro all’anno sulle imprese agricole.

Le esportazioni si fermano a causa di nuovi dazi

L’export del vino italiano ha registrato una flessione del 7% nei primi quattro mesi del 2026, con una riduzione del 15% sul mercato statunitense, penalizzato dall’introduzione dei nuovi dazi dell’amministrazione Trump. A complicare ulteriormente il quadro vi è la difficoltà nel reperire manodopera specializzata per le operazioni di raccolta. Nonostante i progressi compiuti sul fronte dei flussi di lavoratori stagionali e delle misure per la tutela dei lavoratori durante le ondate di calore, molte aziende segnalano una significativa carenza di personale qualificato.

Le aziende si adattano a un clima sempre più imprevedibile

Le aziende vitivinicole sono chiamate a rivedere strategie agronomiche, investimenti e modelli produttivi per adattarsi a stagioni sempre più imprevedibili, caratterizzate da ondate di calore, periodi di siccità e improvvisi eventi meteorologici estremi. A fare il punto è Coldiretti Alessandria, che spiega come quest’anno risulti difficile fare previsioni quantitative su una vendemmia spalmata su un arco di quasi due mesi. Il presidente di Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco, sottolinea come il rischio peronospora sia stato contenuto grazie al monitoraggio dei tecnici, ma restano elevate le preoccupazioni per altre fitopatie, come il Mal dell’esca e la Flavescenza dorata.

Il cambiamento climatico è diventato un elemento strutturale per il settore, con conseguenze che si fanno sempre più concrete. La situazione richiede una gestione attenta e un’adeguata pianificazione, per mitigare gli effetti negativi e preservare la qualità del prodotto. La vendemmia 2026 in provincia di Alessandria è un esempio chiaro di come il clima stia modificando radicalmente il comparto vitivinicolo.