Vertenza Caorso: il curatore chiarisce le dinamiche e l’obiettivo è la tutela dell’occupazione

Il curatore della liquidazione di Bags Making Systems chiarisce le dinamiche e l’obiettivo è la tutela dell’occupazione.

Azienda in liquidazione a Caorso, curatore chiarisce dinamiche e richiede tavolo regionale per tutelare occupazione
Azienda in liquidazione a Caorso, curatore chiarisce dinamiche e richiede tavolo regionale per tutelare occupazione

La vertenza dei dipendenti della Bags Making Systems S.a.s. a Caorso ha visto un intervento chiarificatore del curatore della liquidazione giudiziale, l’avvocato Lorenzo Lucchini, che ha fornito spiegazioni su alcuni aspetti controversi emersi sulla stampa locale. L’obiettivo principale, ha sottolineato il curatore, resta la tutela dell’occupazione, anche se le ricostruzioni parziali non aiutano a raggiungere questo obiettivo. La liquidazione giudiziale è in corso dal 1° luglio 2026, dopo che la sentenza di apertura è stata depositata il 26 giugno, ma pubblicata solo il 1° luglio. Il curatore ha accettato l’incarico venerdì 3 luglio, entro il termine di due giorni fissato dalla legge.

Le informazioni non corrispondono ai fatti

Il curatore ha precisato che alcune informazioni diffuse non corrispondono ai fatti. Ad esempio, la comunicazione alle organizzazioni sindacali è avvenuta solo il giorno precedente alla chiusura, ma in realtà il colloquio telefonico con la Segretaria generale della Slc Cgil di Piacenza è avvenuto mercoledì 8 luglio, durante il quale è stato illustrato in modo analitico l’apertura della procedura, il regime di sospensione dei rapporti di lavoro e le condizioni per l’esercizio provvisorio. Il 13 luglio si è tenuta una riunione collegiale, alla quale hanno partecipato anche gli advisor del debitore e le RSA, durante la quale è stato fornito un aggiornamento sulla situazione e sulle difficoltà nella predisposizione del business plan.

Il 15 luglio il curatore ha fornito un ulteriore breve aggiornamento alla Segretaria generale della Slc Cgil di Piacenza e fissato una telefonata congiunta con Ugl per il giorno successivo. Il 16 luglio è seguita la telefonata congiunta con Slc Cgil e Ugl (durata più di un’ora) nel corso della quale è stato fornito un ulteriore aggiornamento circa gli sviluppi negativi della situazione, che impedivano la possibilità di fare le necessarie valutazioni circa la convenienza di un eventuale esercizio provvisorio.

La sospensione dei rapporti di lavoro non è una decisione del curatore

La sospensione dei rapporti di lavoro non è una decisione del curatore, ma un effetto automatico di legge, previsto dall’art. 189 del codice della crisi. Tuttavia, tale disposizione consente ai lavoratori di dimettersi in qualsiasi momento con effetto dalla data di apertura della liquidazione giudiziale. Questa facoltà è stata rappresentata alle organizzazioni sindacali sin dai primi contatti. Il curatore ha sottolineato che non è in grado di pagare autonomamente le retribuzioni maturate, poiché si tratta di crediti concorsuali, e che la procedura deve essere gestita in sede di liquidazione.

Il curatore ha anche richiesto che la Regione convochi rapidamente il tavolo istituziale, in quanto è indispensabile per trovare una soluzione di continuità e tutelare l’occupazione. Il 28 luglio, dopo un confronto con l’Assessorato regionale al Lavoro, il curatore ha invitato via mail le organizzazioni sindacali a partecipare al tavolo fissato per il 4 agosto, proprio per evitare l’avvio immediato della procedura di licenziamento collettivo. Ne consegue che l’affermazione di alcune fonti è quantomeno tardiva.

Il curatore ha ribadito che ha operato sin dal primo giorno dell’incarico per conservare il compendio aziendale e per individuare una soluzione di continuità, unica prospettiva che possa davvero tutelare l’occupazione. Le ricostruzioni parziali dei fatti non aiutano a raggiungere questo obiettivo. La sede di un confronto auspicabilmente costruttivo resta il tavolo del 4 agosto. La cassa integrazione per cessazione di attività non è nella disponibilità del curatore, poiché presuppone un accordo in sede governativa presso il Ministero del Lavoro.