Violenza tra adolescenti: un fenomeno diffuso e crescente, sottolineato da esperta

Dati Cnr-Ifc: violenza tra pari diffusa tra adolescenti, esperta sottolinea necessità di interventi strutturali.

Due adolescenti picchiati da un gruppo, violenza tra pari diffusa tra ragazzi, dati Cnr-If
Due adolescenti picchiati da un gruppo, violenza tra pari diffusa tra ragazzi, dati Cnr-If

La violenza tra adolescenti non è un fenomeno marginale, ma una realtà diffusa e crescente, come confermano i dati dell’ESPAD®Italia, l’osservatorio del Cnr-Ifc. Nel 2025, il 43,4% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha riferito di aver agito o subito almeno un comportamento violento, con il 14,2% che ha subìto due o più episodi. Un dato che sottolinea come la violenza tra pari non sia un fatto isolato, ma un’esperienza quotidiana per una quota significativa di adolescenti. Sabrina Molinaro, esperta del Cnr-Ifc, ha sottolineato come questa forma di violenza non sia episodica, ma si inscriva nella quotidianità di molti ragazzi.

Un aumento dei comportamenti violenti e differenze di genere

I dati rivelano una crescita dei comportamenti violenti, con un aumento del 30% dei casi di cyberbullismo tra i ragazzi. La prevalenza maschile risulta più che doppia rispetto a quella femminile: il 5,1% tra i ragazzi contro il 2,1% tra le ragazze. La partecipazione a risse rimane il comportamento più diffuso, con il 38,3% degli studenti che ne ha fatto parte, per un totale di quasi un milione di ragazzi e ragazze. Seguono le risse di gruppo, il danneggiamento di beni e le ferite che richiedono cure mediche. La violenza offline, però, resta più diffusa rispetto a quella online: il 43,4% degli studenti ha riferito di aver commesso violenza “dal vivo”, contro il 29,9% che ha praticato cyberbullismo negli ultimi 12 mesi.

La violenza non è un caso isolato, ma un fenomeno che si ripete quotidianamente. Sabrina Molinaro ha sottolineato come la violenza tra pari non sia un evento raro, ma un’esperienza comune per molti adolescenti. «Non è un caso isolato», ha detto, «ma un’esperienza diffusa». L’esperta ha anche evidenziato come la violenza si concentri in contesti in cui le relazioni si incrinano, sia a scuola che in famiglia.

Un contesto di frustrazione e rabbia

La violenza tra pari, secondo Sabrina Molinaro, è legata a una ridotta tolleranza alla frustrazione e a una crescente abitudine all’appagamento immediato. «Basta solo pensare all’on demand rispetto all’attesa, per esempio, dell’episodio il giorno successivo di generazioni precedenti», ha spiegato l’esperta. La società moderna ha ridotto l’abitudine all’attesa, portando a una crescita di rabbia e impulsi violenti. «Nella quotidianità ci sono i no, ci sono le frustrazioni, ci sono i momenti in cui ti senti impotente e se tu non hai la capacità di gestire questo sentimento cosa viene fuori? La rabbia, la violenza», ha sottolineato.

La violenza online ha visto un aumento esponenziale, con un quadruplo incremento delle parole d’odio. «Un terzo dei ragazzi lo fa e di fatto c’è una linea diretta dalla violenza virtuale a quella fisica», ha aggiunto Molinaro. La normalizzazione della violenza come contenuto da guardare e condividere rappresenta un rischio crescente, con conseguenze sempre più gravi.

La violenza si concentra dove le relazioni si incrinano, sia a scuola che in famiglia. «La risposta deve essere strutturale: competenze emotive, educazione digitale e un lavoro costante sulle dinamiche di gruppo, mettendo in rete scuola, famiglie e servizi territoriali», ha concluso l’esperta. L’importanza di spazi di incontro, come l’oratorio, è riconosciuta, ma in molti casi è in declino. «Mancano i ragazzi del muretto che si inventano la serata, che si prendono dei rischi imparando a stare insieme, creandosi delle regole di gruppo», ha sottolineato Molinaro. Investire nel welfare e nello stato sociale potrebbe aiutare a creare un ambiente più sereno per i giovani.