Credito al consumo a 178 miliardi: il peso sulle famiglie italiane

Il credito al consumo italiano supera i 178 miliardi, con un aumento del 4,9% nel 2026. Dati Cgia e Abi sottolineano l’incremento del debito familiare.

Il credito al consumo in Italia ha superato quota 178 miliardi di euro, con un incremento del 4,9% rispetto all’anno precedente. Secondo i dati della Cgia di Mestre, l’esposizione media per famiglia si attesta a 6.657 euro, un valore che riflette un aumento del 4,9% rispetto al 2025. Questo quadro indica un trend in crescita del ricorso al credito da parte delle famiglie, che si aggiunge al debito immobiliare, portando il totale del debito complessivo a 612,6 miliardi di euro.

Il credito al consumo: cosa significa per le famiglie

Il credito al consumo rappresenta un finanziamento offerto da banche e società finanziarie alle famiglie per sostenere spese non legate all’acquisto della casa. Questo include l’acquisto di auto, elettrodomestici, arredi, spese per studio o cure mediche, nonché dilazioni di pagamento tramite carte di credito revolving o prestiti personali. Si tratta di debiti a breve o medio termine, distinti dai mutui immobiliari, che vanno ad aggiungersi al carico complessivo di rate a cui molti nuclei familiari devono far fronte ogni mese. Il tasso medio sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è salito al 3,56%, con un aumento di 0,16 punti percentuali rispetto a luglio. Questo incremento riflette l’effetto del rialzo dei tassi di interesse, legato alle fiammate inflazionistiche che hanno interessato l’Eurozona negli ultimi anni.

Le regioni più esposte al credito al consumo

Guardando al dettaglio territoriale, la regione dove le famiglie risultano più esposte sui debiti a breve con banche e finanziarie è l’Umbria, con 7.514 euro per nucleo familiare, in crescita del 5,1% rispetto al 2024. Seguono la Toscana (7.399 euro, +5,6%) e la Sicilia (7.383 euro, +4,5%). Al contrario, il Trentino Alto Adige si colloca all’estremo opposto della classifica con 3.824 euro per nucleo, con un incremento del 5,7%. Questi dati mettono in evidenza come il ricorso al credito al consumo sia diffuso, ma con intensità differenti lungo la penisola.

A livello provinciale, la maggiore esposizione media si registra a Siracusa, dove ogni famiglia ha in media 8.437 euro di credito al consumo, in aumento del 4% rispetto al 2024. Subito dopo compaiono Massa-Carrara (8.373 euro, +5,8%), Lodi (8.280 euro, +6,5%) e Pistoia (8.168 euro). Le province meno esposte risultano invece Trento (4.524 euro, +5,9%), Sondrio (4.400 euro, +6,1%) e Bolzano (3.106 euro, +5,3).

Il debito complessivo delle famiglie italiane include sia il credito al consumo che i mutui immobiliari. Il credito erogato dalle sole banche ammonta a 127 miliardi di euro. Se a questo importo si sommano i 447,5 miliardi di euro di mutui sottoscritti per l’acquisto di un’abitazione, che coinvolgono 3,8 milioni di famiglie, il debito complessivo sale a 612,6 miliardi di euro. Il mutuo immobiliare è un finanziamento di lungo periodo che contribuisce in maniera rilevante alla struttura del debito delle famiglie. Nel 2025 in Italia sono stati accesi 382.389 mutui per l’acquisto di un immobile, con la Lombardia che ha registrato il numero più elevato di nuove sottoscrizioni (93.994 mutui).