Deficit nominale supera il 10% del PIB, spinto dai costi elevati per interessi
Il deficit nominale del Brasile raggiunge il 10% del PIB, spinto dai costi elevati per interessi e da un deficit primario.
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Il deficit nominale del Brasile ha raggiunto il 9,99% del PIB nei 12 mesi fino a giugno, un livello record che riflette la combinazione tra i costi elevati per interessi e il deficit primario. I costi per interessi sono saliti al 8,8% del PIB, mentre il deficit primario si attesta al 1,19% del PIB. Questo quadro indica una situazione finanziaria estremamente critica, con un aumento del debito pubblico e un’incertezza sulle prospettive di stabilità economica.
Costi per interessi e deficit primario: la combinazione esplosiva
Il deficit nominale, che misura l’insieme dei costi finanziari e del deficit primario, è stato influenzato in modo significativo dai costi per interessi. Questi, che rappresentano il 8,8% del PIB, sono cresciuti a causa della politica monetaria estremamente restrittiva, con la Selic che si attesta al 14,25% annuo. Inoltre, il deficit primario, che non include i costi finanziari, ha registrato un deficit del 1,19% del PIB, contribuendo al totale del 9,99%.
La combinazione di questi due elementi ha portato a un deficit nominale che supera il 10% del PIB, un livello mai registrato dal 2021. Il dato è stato ulteriormente influenzato dai guadagni del Banco Central (BC) attraverso i swaps cambiali, che hanno ridotto il deficit nominale di 0,56 punti percentuali. Tuttavia, senza l’effetto dei swaps, il deficit sarebbe stato del 10,55% del PIB, come ha sottolineato Fernando Montero, economista-chefe della Tullett Prebon.
La situazione finanziaria del Brasile si sta aggravando a causa di un deficit nominale che supera il 10% del PIB.
Un deficit che segnala una crisi fiscale profonda
Il deficit nominale di 9,99% del PIB è un segnale di allarme per la sostenibilità del debito pubblico. La dittà bruta del governo ha raggiunto 81,9% del PIB, il livello più alto dal 2021, con un aumento di oltre 10 punti percentuali rispetto al 2022. Questo aumento è stato principalmente dovuto all’aumento dei costi per interessi, che hanno rappresentato il 74,5% del totale dei costi finanziari. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che i gasti discricionari, su cui il governo ha controllo, si sono concentrati nella prima metà dell’anno, in un contesto di elezioni. Questo ha portato a un aumento dei gasti previdenziali e assistenziali, nonostante le politiche di austerità. La sostenibilità del deficit nominale dipende quindi da una serie di fattori, tra cui la capacità del governo di ridurre i costi finanziari e migliorare il risultato primario.
Il deficit nominale rimarrà elevato nel 2026, con proiezioni di 8,7% del PIB, superiore a quelli di tutti i 41 paesi analizzati.
Secondo le proiezioni del Boletim Focus del BC, il deficit nominale per il 2026 dovrebbe rimanere al di sopra del 8,7% del PIB, un livello superiore a quello registrato da tutti i 41 paesi analizzati dalla Economist Intelligence Unit. Questo indica una situazione finanziaria estremamente critica, con un deficit nominale che supera la media dei paesi emergenti, stimata dal FMI a 6% del PIB.
