Saman Abbas, la voce che nessuno ha voluto ascoltare: Hbo Max svela la verità che ha sconvolto l’Italia

Hbo Max presenta una docuserie su Saman Abbas, una ragazza uccisa da genitori per non sposarsi. La verità nascosta raccontata attraverso audio e testimonianze.

Saman Abbas, la voce che nessuno ha voluto ascoltare: Hbo Max svela la verità che ha sconvolto l’Italia
Saman Abbas, la voce che nessuno ha voluto ascoltare: Hbo Max svela la verità che ha…

Saman Abbas, diciotto anni, è morta per aver osato scegliere se stessa. La sua storia, raccontata in una docuserie esclusiva su Hbo Max, ha sconvolto l’Italia. La ragazza, originaria del Pakistan, era in cerca di libertà e identità, ma i genitori, convinti di doverla sposare con un cugino più vecchio, la hanno uccisa. La verità, fino adesso nascosta, è emersa grazie a audio inediti, messaggi e testimonianze, tra cui quella del fratello Ali Haider. La docuserie, intitolata “Saman – La verità nascosta”, è uscita il 18 settembre 2026 e ha rivelato una storia che ha scosso l’opinione pubblica e il sistema giudiziario.

La vita di Saman Abbas: una ragazza in cerca di libertà

Saman Abbas, nata in Pakistan, aveva 18 anni quando è stata uccisa. La sua vita era segnata da un conflitto tra le aspettative dei genitori e la sua volontà di vivere in modo autonomo. I genitori avevano già organizzato un matrimonio combinato con un cugino più vecchio di dieci anni e avevano anche comprato i biglietti aerei per portarla in Pakistan. Saman, però, aveva scelto un altro destino: si era innamorata di Saqib Ayub, un ragazzo di 23 anni conosciuto su TikTok. La sua ricerca di libertà e identità l’aveva portata a rivolgersi ai servizi sociali di Novellara, che l’avevano collocata in una comunità protetta a Bologna.

La morte e la caccia ai genitori

Il 30 aprile 2021, Saman scambiò gli ultimi messaggi con il fidanzato Saqib Ayub, poi si incamminò nel buio insieme alla madre. Le telecamere dell’azienda agricola dove lavorava il padre restituiscono le sue ultime immagini da viva. Il corpo fu trovato un anno e mezzo dopo, sepolto a pochi metri di profondità in un casolare abbandonato a Novellara, 20 km a nord di Reggio Emilia. La caccia ai genitori, dispersi in Europa, durò anni. Il cugino Ijaz Ikram fu fermato a Nîmes nel maggio 2021, lo zio Danish Hasnain a Garges-lès-Gonesse il 22 settembre 2021, e l’altro cugino Noman Ul Haq a Barcellona nel febbraio 2022. Il padre, Shabbar Abbas, fu rintracciato in Pakistan nel novembre 2022 e consegnato ai carabinieri nel settembre 2023. La madre, Nazia Shaheen, fu arrestata nel maggio 2024 e trasferita in Italia.

Il processo e la verità emersa

Il processo di appello, che ha attraversato i tre gradi di giudizio, ha visto la condanna definitiva e irrevocabile dei genitori e dei cugini. Il fratello Ali Haider, che aveva solo sedici anni quando la sua sorella fu uccisa, ha rotto il silenzio e ha rivelato dettagli sconvolgenti. Secondo lui, lo zio Danish Hasnain aveva afferrato Saman per il collo e l’aveva trascinata verso le serre. Il padre Shabbar Abbas aveva minacciato di appenderlo alle serre se non gli avesse mostrato le chat tra Saman e Saqib. Ali, che aveva paura di finire in carcere, ha confessato di aver avuto la voglia di uccidere lo zio, ma si è trattenuto. Oggi, Ali ha 21 anni e vive in una comunità lontana da Reggio Emilia, sogna di diventare cuoco, proprio come sperava Saman.

La docuserie “Saman – La verità nascosta” ha reso visibile una storia che, per anni, era rimasta nascosta. La verità, emersa attraverso audio inediti e testimonianze, ha sconvolto l’Italia e ha portato alla luce una tragedia che ha scosso il sistema giudiziario e la società. La voce di Saman, finalmente ascoltata, è diventata un simbolo di libertà e resistenza.