Albizzate approva il piano attuativo della Corte Bassani: il nuovo centro storico prende forma
Albizzate approva il piano attuativo della Corte Bassani, ridotte altezze e conservati elementi storici.

Il comune di Albizzate ha approvato il piano attuativo della Corte Bassani, un passo decisivo per la riqualificazione del centro storico. L’approvazione, ottenuta con la maggioranza del consiglio comunale, riguarda i comparti nord e sud del quartiere, un’area centrale del paese. L’obiettivo è creare un “nuovo centro storico” che rispetti la tradizione e le caratteristiche del territorio. L’approvazione è avvenuta il 28 luglio 2026, dopo un lungo percorso di confronto tra amministrazione, cittadini, proprietà e esperti. L’ultimo passaggio urbanistico di una vicenda iniziata diversi anni fa, che ha visto il coinvolgimento del Politecnico di Milano e la partecipazione attiva della minoranza.
Modifiche e conservazione del patrimonio storico
Il piano prevede la riduzione dell’altezza massima degli edifici, passata da 12 metri a 10 metri e 50 centimetri. Questa scelta mira a ridurre l’impatto dei nuovi volumi e a inserirli più armonicamente nel contesto storico. Gli edifici sono stati suddivisi in più corpi, seguendo l’andamento del terreno, che presenta quote differenti. Una scelta pensata per migliorare l’integrazione del progetto nel paesaggio esistente. Inoltre, sono state introdotte modifiche per conservare alcuni elementi storici, come il muro lungo via San Pietro e il fabbricato sul quale si trovava l’affresco di Sant’Anna.
La conservazione di elementi storici è stata una priorità per l’amministrazione.
Il piano prevede anche la separazione delle due corti, che resteranno distinte per richiamare l’organizzazione storica della Corte Bassani. Inoltre, è stato introdotto il cosiddetto “cannocchiale”, un passaggio pedonale che collega l’area di piazza Bruni e del Castello con il centro del paese, lungo la direttrice che conduce verso piazza Sefro. L’obiettivo è creare un percorso pubblico che faciliti l’accesso e miglior i collegamenti tra le aree storiche. L’area verde a uso pubblico, suggerita dagli studenti del Politecnico di Milano, è stata integrata nel progetto, garantendo spazi verdi accessibili anche all’asilo vicino.
Un confronto lungo e condiviso
Il percorso per l’approvazione del piano attuativo ha visto la partecipazione attiva di cittadini, esperti e rappresentanti delle diverse sensibilità del territorio. Sono state organizzate assemblee pubbliche e il Politecnico di Milano è stato coinvolto su proposta della minoranza. Le osservazioni e gli spunti emersi durante il confronto sono stati sottoposti ai progettisti e alla proprietà privata, portando alla revisione del progetto. L’amministrazione ha accolto quasi tutte le osservazioni di carattere architettonico, dimostrando un impegno per il rispetto delle esigenze del territorio.
Il confronto ha portato a un miglioramento del progetto e a un maggiore consenso.
La minoranza, rappresentata dal gruppo Noi Insieme, ha riconosciuto i miglioramenti introdotti nel progetto, ma ha espresso un voto contrario, sottolineando che il problema di fondo non è stato superato. Secondo la minoranza, il progetto continua a configurarsi principalmente come un’operazione edilizia, mentre avrebbe dovuto assumere la forma di una più ampia rigenerazione urbana. Il sindaco Mirko Zorzo ha espresso soddisfazione per l’approvazione, definendola «un obiettivo di mandato» raggiunto dopo un percorso lungo e condiviso. L’amministrazione ha ricordato il confronto con la minoranza, il coinvolgimento del Politecnico di Milano e la partecipazione della cittadinanza.
Prossimi passi e tempi di realizzazione
L’approvazione del piano attuativo non comporta l’apertura immediata del cantiere. Per il comparto privato, la proprietà avrà un anno di tempo per sottoscrivere davanti a un notaio la convenzione con il Comune. Successivamente dovranno essere depositate e presentate le pratiche edilizie necessarie. Soltanto dopo questi passaggi l’operatore potrà avviare i lavori. I tempi effettivi dipenderanno quindi dalle decisioni della proprietà privata. Per quanto riguarda invece la porzione comunale, nei prossimi mesi l’amministrazione dovrà decidere se procedere o meno alla sua alienazione. L’assessore ai Lavori pubblici Massimiliano Rizzi ha espresso soddisfazione per l’approvazione, sottolineando l’impegno dell’amministrazione a ascoltare tutte le parti e a dare una risposta al territorio. «Non intervenire avrebbe significato rischiare di aspettare ancora decenni, lasciando il comparto immobilizzato e continuando a spendere risorse senza la possibilità di recuperarle», ha concluso.
