Bambina di 4 anni salvata da intervento mini-invasivo a Padova: il cuore è tornato a funzionare normalmente

Bambina di 4 anni ha una grave malformazione al cuore: salvata da cardiochirurghi di Padova con intervento mini-invasivo

Bambina di 4 anni con malformazione cardiaca sottoposta a intervento mini-invasivo a Padova
Bambina di 4 anni con malformazione cardiaca sottoposta a intervento mini-invasivo a Padova

Una bambina di quattro anni, italiana ma residente negli Emirati Arabi, è stata salvata da un intervento di cardiochirurgia mini-invasiva eseguito a Padova. La piccola soffriva di una grave malformazione al cuore, con una stenosi valvolare mitralica congenita severa, ipertensione polmonare e lieve coartazione dell’aorta. L’intervento, durato circa due ore, ha permesso di allargare la valvola mitrale senza danneggiarne il corretto funzionamento, evitando la tradizionale apertura dello sterno. «Ancora un anno e il danno sarebbe stato irreversibile», ha spiegato il direttore della Cardiochirurgia pediatrica, Vladimiro Vida.

Un intervento mini-invasivo che ha cambiato la vita della piccola

L’equipe del centro di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica dell’Azienda Ospedale-Università di Padova ha utilizzato un accesso laterale sotto l’ascella destra, riducendo l’incisione a soli tre-quattro centimetri. Questo approccio, che ha sostituito la tradizionale sternotomia, ha permesso di ridurre il trauma chirurgico, il dolore post-operatorio e i tempi di degenza. La tecnica, maturata negli ultimi trent’anni, ha reso il ricovero più breve e il recupero più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale. Il caso della bambina rappresenta un esempio significativo dell’attività del centro, che si è specializzato nel trattamento delle cardiopatie congenite complesse. Il team ha utilizzato immagini tridimensionali e simulazioni preoperatorie per pianificare l’intervento. In alcuni casi, è arrivato a stampare modelli anatomici in 3D per programmare ogni fase dell’intervento. L’obiettivo era preservare la valvola naturale, garantendone la maggiore durata possibile.

Un trattamento su misura per ogni bambino

«Ogni cardiopatia congenita è diversa dall’altra», ha sottolineato Vida, «per questo ogni bambino ha bisogno di un trattamento costruito su misura, valutato da un’équipe multidisciplinare che lo accompagna lungo tutto il percorso di cura». L’intervento è stato pianificato con una serie di strumenti avanzati, che hanno permesso di evitare interventi più invasivi e di ridurre i rischi per la salute della piccola.

La valvola mitrale, che misurava appena un centimetro e mezzo, non poteva essere sostituita come negli adulti. Il team ha scelto di riparare il cuore, preservando la valvola naturale. Questo approccio ha permesso alla bambina di tornare a funzionare normalmente, con una probabilità elevata di non dover subire ulteriori interventi. Il centro di Padova, punto di riferimento nazionale per la cardiochirurgia mini-invasiva pediatrica e delle cardiopatie congenite, ha eseguito oltre 1.200 interventi con questo approccio.

Attualmente il centro ha oltre cento pazienti in lista d’attesa e ogni anno gestisce un’attività chirurgica complessiva di circa 300-350 procedure. L’esperienza maturata ha reso il centro un punto di riferimento per famiglie italiane e straniere, che si rivolgono a Padova per un trattamento specializzato e personalizzato. L’intero processo è stato reso possibile grazie a una pianificazione sempre più personalizzata e a una tecnica chirurgica avanzata, che ha permesso di salvare la vita della piccola e di garantirle una vita normale.