Beppe Grillo critica il M5s: «Ha perso la sua identità e si è occupato di se stesso»
Beppe Grillo attacca il Movimento 5 Stelle per aver perso la sua identità e abbandonato le domande dei cittadini.

Il Movimento 5 Stelle, secondo Beppe Grillo, ha perso la sua identità e si è occupato di se stesso, abbandonando le domande che lo avevano reso unico. L’ex Garante del partito, in un lungo post sul suo blog, ha espresso una critica dura e diretta, sottolineando come il partito sia andato incontro a una crisi interna e abbia smarrito la sua missione originale. L’articolo, pubblicato il 29 luglio 2026, segna un ritorno di Grillo dopo un lungo periodo di silenzio, in cui ha scelto di parlare di politica e di democrazia, ma anche di una crisi del modello occidentale.
La nascita del Movimento e la sua evoluzione
Grillo ha ricordato come il MoVimento 5 Stelle fosse nato da una delusione verso un modello occidentale che, pur basato sulla democrazia e sui diritti, era sempre più dominato dal capitalismo. Le domande, però, non sono scomparse: riguardano la sicurezza, la salute, l’equità, la partecipazione e l’identità. «Ecco – conclude Grillo – il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso.»
Le proposte dimenticate e il rischio di autoritarismo
Grillo ha accusato il Movimento di aver trasformato le sue proposte in slogan da pronunciare nei convegni, dimenticandole dopo il buffet. «Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo – accusa – sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet.» L’ex Garante ha anche sottolineato il rischio di un modello autoritario, che potrebbe prendere il posto della democrazia quando questa smette di rispondere.
La politica preferisce usare la malattia anziché curarla. Grillo ha sottolineato come la crisi del modello occidentale sia diventata un sintomo di una malattia che la politica non affronta, ma usa. «Il disagio legato all’immigrazione, quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione, è un esempio di questa situazione.» Grillo ha chiesto al Movimento di tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. «Il programma dovrebbe partire da qui, dall’ascolto.» L’attenzione è stata rivolta anche all’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle nostre vite, dal lavoro alla sanità, fino alla sicurezza dei dati personali. «Le domande non sono scomparse – ha sottolineato – sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere.» Il Movimento era nato per affrontare le domande, non per occuparsi di se stesso. Grillo ha ribadito come il MoVimento 5 Stelle fosse nato per rispondere a domande complesse, ma si sia perso nel proprio ambito. «Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone.»
