ENI raddoppia utile a 2,3 miliardi, alza buyback a 3,4 miliardi e valuta dividendo straordinario

ENI annuncia utile netto raddoppiato a 2,3 miliardi, incrementa buyback a 3,4 miliardi e valuta dividendo straordinario in base a scenari di mercato.

ENI annuncia risultati trimestrali con utile netto raddoppiato, incrementa buyback e valuta dividendo straordinario
ENI annuncia risultati trimestrali con utile netto raddoppiato, incrementa buyback e valuta dividendo straordinario

ENI raddoppia utile netto a 2,3 miliardi grazie a performance solida

Il colosso petrolifero ENI ha reso noti i risultati del secondo trimestre 2026, con un utile netto adjusted che ha superato di gran lunga le aspettative, raddoppiando a 2,3 miliardi di euro. Il dato, che rappresenta un incremento del 100% rispetto allo stesso periodo del 2025, è stato attribuito alla solida performance del gruppo in diversi settori chiave, tra cui l’E&P, la GGP e i business legati alla transizione energetica. La crescita della produzione su base omogenea, al netto dell’effetto prezzo, ha registrato un +11% a 1,79 milioni di barili equivalenti al giorno, grazie all’entrata a regime di nuovi progetti in Africa Occidentale, nel Golfo d’America, in Norvegia e in Indonesia. La solidità dei conti ha permesso a ENI di alzare la guidance per la produzione del 2026, prevedendo una crescita del 5% su base omogenea.

Buyback incrementato a 3,4 miliardi: un piano di riacquisto record

In linea con la politica di distribuzione agli azionisti, ENI ha deciso di incrementare il piano di buyback per il 2026 a 3,4 miliardi di euro, un aumento del 20% rispetto alla previsione iniziale del primo trimestre. Questo piano, che rappresenta il 60% dei maggiori risultati rispetto al budget (che prevedeva un cash flow di 11,5 miliardi), è stato reso possibile grazie al miglioramento della generazione di cassa, che ha raggiunto 4,47 miliardi di euro nel secondo trimestre. L’azienda ha anche sottolineato che il buyback è stato incrementato di ulteriori 600 milioni, portando il totale a 3,4 miliardi.

Il piano di riacquisto di azioni proprie è un elemento chiave per rafforzare la remunerazione agli azionisti. La crescita del cash flow e la solidità finanziaria hanno permesso a ENI di migliorare la remunerazione agli azionisti, con un totale di 1,35 miliardi di euro distribuiti nel trimestre, tra cui l’ultima tranche del dividendo 2025 e l’avvio del programma di buyback 2026. L’indebitamento pro forma si attesta al minimo storico del 10%, al limite inferiore dell’intervallo previsto (10%-15%), confermando una struttura patrimoniale estremamente robusta.

Dividendo straordinario in vista: decisione a ottobre

ENI ha annunciato che nel mese di ottobre deciderà se attivare un dividendo straordinario, in linea con la politica di remunerazione comunicata al mercato. Questo dividendo potrebbe essere attivato in caso di scenari di mercato superiori a 90 dollari al barile per il Brent, o in caso di un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione. Il gruppo ha confermato la previsione relativa al dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione, in aumento del 5% rispetto al 2025.

La politica di remunerazione degli azionisti è un elemento chiave per la strategia di ENI. La decisione sul dividendo straordinario è legata a una serie di scenari di mercato che potrebbero portare a un incremento significativo del CFFO. In particolare, se i prezzi del Brent supereranno i 90 dollari al barile, o se i margini di raffinazione cresceranno del 50% rispetto al budget, ENI potrebbe decidere di distribuire l’intero incremento come dividendo straordinario. Questo approccio riflette la volontà del gruppo di condividere i benefici derivanti da un mercato più favorevole con i propri azionisti.