Falsi certificati di bilinguismo in Alto Adige: oltre 1.700 al vaglio, inchiesta si allarga a Caserta e Roma
Indagine della Finanza su falsi certificati di bilinguismo in Alto Adige, oltre 1.700 al vaglio, coinvolgimento di enti pubblici e aziende.

La Guardia di Finanza di Bolzano ha ampliato l’indagine sui falsi certificati di bilinguismo, coinvolgendo oltre 1.700 certificazioni presentate tra il 2020 e maggio 2026. L’inchiesta, inizialmente concentrata in Alto Adige, si è allargata a Caserta e Roma, dove sono state eseguite perquisizioni in istituti scolastici accreditati TELC. L’obiettivo è individuare intermediari che avrebbero organizzato la partecipazione di candidati a sedi d’esame distanti da Bolzano, nonostante l’area disponga di enti accreditati. Le certificazioni, utilizzate per ottenere l’attestato di bilinguismo necessario per il pubblico impiego, sono state sottoposte a verifica per accertarne la veridicità.
Indagine su falsi certificati e intermediari
La Procura di Bolzano ha già iscritto nel registro degli indagati oltre 40 pubblici dipendenti per truffa e falso ai danni della Provincia. L’indagine ha rilevato un flusso anomalo di richieste di certificazioni linguistiche TELC, che hanno suscitato sospetto per la distanza tra le sedi d’esame e il capoluogo altoatesino. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di documentazione cartacea e informatica, relativa all’organizzazione degli esami e ai contratti tra scuole e ente certificatore. L’analisi di questi materiali richiederà mesi, ma i primi risultati hanno già permesso di individuare soggetti che avrebbero agito come intermediari, organizzando la partecipazione di candidati a centri d’esame compiacenti.
La collaborazione con TELC, l’ente certificatore con sede a Francoforte, ha permesso di acquisire documentazione dettagliata sull’esecuzione delle prove. Questo materiale sarà esaminato in modo approfondito per accertare la veridicità di ogni certificazione. L’obiettivo è avviare la procedura di annullamento, con conseguenze penali ed erariali. L’indagine coinvolge non solo enti pubblici, ma anche aziende del trasporto pubblico nazionale e locale, nonché amministrazioni dello Stato. Il settore più colpito è quello della sanità, seguito da enti locali e regionali.
Un’inchiesta in espansione
La nuova fase dell’indagine, spiega la Guardia di Finanza, è di maggiore rilevanza e coinvolge un numero maggiore di posizioni. L’attività mira a individuare le figure che avrebbero canalizzato candidati dietro pagamento verso centri d’esame compiacenti, e a verificare la veridicità di ogni certificazione. L’analisi dei dati raccolti potrebbe portare a ulteriori arresti e sanzioni, con impatti significativi sul settore pubblico e privato. L’inchiesta, iniziata con l’individuazione di un flusso anomalo di certificazioni, si sta rivelando una delle più complesse e estese del momento.
Le certificazioni sono state presentate all’Ufficio Bilinguismo della Provincia per la conversione nell’attestato di bilinguismo, utilizzato nell’ambito del pubblico impiego. L’indagine ha rilevato che i candidati avrebbero conseguito i titoli presso sedi d’esame situate a centinaia di chilometri dal capoluogo altoatesino, nonostante in provincia siano presenti numerosi enti accreditati. La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni in tre istituti scolastici della provincia di Caserta e a Roma, tutte sedi d’esame accreditate TELC per il rilascio di certificazioni linguistiche. L’obiettivo è individuare i soggetti che avrebbero organizzato la partecipazione di candidati a centri d’esame compiacenti, e accertare la falsità di ogni certificazione.
La collaborazione con TELC ha permesso di acquisire documentazione dettagliata sull’esecuzione delle prove, che sarà esaminata in modo approfondito. L’analisi di questo materiale richiederà diversi mesi, ma i primi risultati hanno già permesso di individuare soggetti che avrebbero agito come intermediari, organizzando la partecipazione di candidati a centri d’esame compiacenti. L’indagine si è allargata a Caserta e Roma, dove sono state eseguite perquisizioni in istituti scolastici accreditati TELC. L’obiettivo è individuare i soggetti che avrebbero canalizzato candidati dietro pagamento verso centri d’esame compiacenti, e accertare la falsità di ogni certificazione. La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni in tre istituti scolastici della provincia di Caserta e a Roma, tutte sedi d’esame accreditate TELC. L’analisi dei dati raccolti potrebbe portare a ulteriori arresti e sanzioni, con impatti significativi sul settore pubblico e privato. L’inchiesta, iniziata con l’individuazione di un flusso anomalo di certificazioni, si sta rivelando una delle più complesse e estese del momento.
