Hong Kong’s restaurants face tough competition from lower-cost Shenzhen

Hong Kong restaurants struggle against Shenzhen’s affordability, with many struggling to attract customers.

Hong Kong restaurants sit empty as Shenzhen attracts diners with lower prices, with owners struggling to keep businesses afloat
Hong Kong restaurants sit empty as Shenzhen attracts diners with lower prices, with owners struggling to keep businesses afloat

La sfida dei ristoratori hongkonghesi contro Shenzhen

Nei quartieri di Hong Kong che un tempo si riempivano di risate e conversazioni, i piccoli ristori sono chiusi dietro grate metalliche, mentre quelli che rimangono aperti raramente si riempiono. La situazione è drammatica, con i ristoratori che si trovano a combattere non solo per la clientela, ma anche per la sopravvivenza. La competizione con Shenzhen, con i suoi prezzi più bassi, ha reso la vita difficile per molti esercizi locali. Mentre i centri commerciali di Shenzhen si riempiono di Hongkongers che attendono per ore per mangiare, i ristoratori hongkonghesi si trovano a dover fare i conti con un mercato in declino.

La pressione dei consumatori e la scelta dei luoghi
Kosei Kamatani, un ristoratore giapponese noto per aver gestito diversi locali hongkonghesi, ha visto il suo lavoro colpito duramente. L’apertura dei confini dopo la pandemia aveva dato speranza, ma i consumatori hanno preferito spendere in altre città, come Tokyo, dove i pasti sono più economici. “Non hanno speso qui”, dice Kamatani. “Tutti sono andati altrove, e le vendite sono drasticamente calate.” La situazione è peggiorata ulteriormente con i costi di gestione che non si sono ridotti. Le locazioni, specialmente in centri commerciali, sono rimaste stabili o addirittura aumentate, mentre i costi alimentari, in particolare per ingredienti giapponesi, sono ai massimi storici.

Strategie di adattamento e resistenza

Alcuni ristoratori, come Joyce Yuen del locale The Red Cuisine, stanno cercando di adattarsi. Dopo anni di attività, Yuen ha dovuto chiudere il sabato, un’idea che definisce come un “spirito Ah Q”, un riferimento alla capacità di trasformare la sconfitta in vittoria. Ha anche rivolto la sua strategia di marketing verso turisti coreani e expatriati, sfruttando la vicinanza con l’area famosa per l’“Monster Building”. Allo stesso tempo, Jen Balisi, fondatrice di Barkada, ha dovuto chiudere il suo locale originale e trasferirsi in un’ubicazione più piccola. “Non voglio essere parte di questa gara al ribasso”, dice Balisi, che cerca di mantenere un’identità unica nel mercato in evoluzione.

Un’industria in transizione e un futuro incerto
Nonostante le sfide, alcuni ristoratori credono che l’industria possa trovare una via d’uscita. Kamatani sostiene che l’innovazione e l’esperienza gastronomica possano salvare il settore. “Hong Kong ha sempre avuto la forza del cibo”, dice. “E’ tutto sulla scelta delle opportunità.” Balisi, invece, punta su una strategia di branding che possa attrarre un pubblico più ampio. “Barkada significa ‘il tuo gruppo di amici’ in tagalog”, dice. “Siamo un posto dove puoi festeggiare un compleanno, portare il tuo bambino, mangiare vegan o semplicemente bere un latte di uva e lavorare sul tuo laptop.” La speranza è che, se i Hongkongers spendessero anche solo una piccola percentuale di più nei loro ristori locali, l’effetto potrebbe essere enorme.

La situazione è complessa e non si risolve con un’unica soluzione. Mentre alcuni ristoratori si adattano e cercano nuove vie per sopravvivere, altri si trovano a dover fare i conti con un mercato in continua evoluzione. La competizione con Shenzhen, i costi crescenti e le nuove preferenze dei consumatori rendono il futuro incerto, ma alcuni credono che la qualità del cibo e l’esperienza unica di Hong Kong possano ancora attrarre i clienti necessari per far ripartire l’industria.