Infezioni sessualmente trasmesse in Italia: un aumento del 12% nel 2024
Crescono le infezioni sessualmente trasmesse in Italia, con un incremento del 12% nel 2024. Dati allarmanti su clamidia, gonorrea e altre IST.

sorveglianza e dati sulle ist in italia
Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) continuano a crescere in Italia, con un incremento del 12% nel 2024 rispetto al 2023. Il dato emerge dal rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha aggiornato i dati raccolti attraverso due sistemi di sorveglianza sentinella attivi in Italia. Questi sistemi, coordinati dal Centro Operativo AIDS (COA), si basano su centri clinici specializzati e laboratori di microbiologia clinica. La sorveglianza clinica, attiva dal 1991, e la sorveglianza di laboratorio, avviata nel 2009, forniscono informazioni dettagliate su nuove diagnosi e su dati epidemiologici rilevanti. Tra le infezioni monitorate, la crescita più marcata riguarda la clamidia, che ha visto un aumento del 41,5% nel 2024 rispetto al 2023.
La clamidia, insieme alla gonorrea, rappresenta una delle principali preoccupazioni. La gonorrea ha registrato un numero record di 1.555 nuovi casi nel 2024, confermando un trend di crescita già osservato negli ultimi anni. Anche la sifilide primaria e secondaria mantiene livelli elevati, mentre i condilomi ano-genitali restano la diagnosi più frequente. L’aumento delle diagnosi non riguarda soltanto la clamidia, ma coinvolge anche altre IST, come il linfogranuloma venereo, che ha visto un incremento del 39% rispetto al 2023.
epatite e hiv: dati rilevanti
Tra giugno 2023 e dicembre 2024, quasi una persona con IST su cinque è risultata positiva ai marcatori dell’epatite B, mentre l’1,3% presentava marcatori dell’epatite C. Inoltre, la prevalenza dell’HIV tra le persone con una diagnosi confermata di IST è diminuita del 20,2% tra il 2021 e il 2024, ma resta comunque pari al 12%, una quota circa quaranta volte superiore a quella della popolazione adulta italiana. Questi dati sottolineano l’importanza di una gestione integrata e di una prevenzione mirata.
Tra i dati rilevanti, si segnala che tra i nuovi casi di clamidia, più di un terzo risultava anche positivo all’HIV. Inoltre, il 15% delle persone segnalate ha riferito di avere assunto almeno una volta la profilassi pre-esposizione (PrEP), con infezioni più frequentemente associate alla clamidia, alla gonorrea, alla sifilide latente precoce e al linfogranuloma venereo. Questi elementi aiutano a definire meglio i bisogni assistenziali e preventivi delle persone più esposte al rischio.
La crescita delle IST rappresenta un problema di salute pubblica che richiede interventi mirati e una maggiore sensibilizzazione. Gli esperti del COA dell’ISS hanno sottolineato la necessità di agire su diversi fronti per invertire il trend di crescita. Tra le azioni prioritarie figurano il rafforzamento della diagnosi e del trattamento precoce, l’aumento dell’offerta del test HIV per le persone con IST, il potenziamento dello screening per le epatiti B e C, la promozione delle vaccinazioni contro HPV ed epatite A e B, e un miglioramento delle attività di contact tracing e della terapia del partner. Inoltre, è necessario rafforzare l’informazione sulle IST, promuovere l’educazione alla salute sessuale e incoraggiare comportamenti di prevenzione, come l’uso corretto del preservativo. L’obiettivo è quello di creare un piano nazionale pluriennale dedicato alle IST, in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
