Il Parco dell’Arte all’Idroscalo di Milano racconta la storia di un’idea culturale e le sue sfide

Il Parco dell’Arte all’Idroscalo di Milano, nato più di dieci anni fa, ospita sculture di grandi maestri e giovani talenti. Ma la mancanza di fondi e di struttura ha messo a rischio la sua esistenza.

Un parco pubblico con sculture di artisti famosi e giovani talenti, circondato da un bacino d’acqua, a Segrate, Milano
Un parco pubblico con sculture di artisti famosi e giovani talenti, circondato da un bacino d’acqua, a Segrate, Milano

Un’idea culturale che ha radici nell’epoca aeronautica

L’Idroscalo di Milano, ex scalo per idrovolanti, è diventato un luogo unico dove arte e natura si incontrano. Il Parco dell’Arte, nato più di dieci anni fa, è uno dei primi giardini pubblici di scultura in Italia. L’idea nasceva da un progetto voluto in ottica Expo, con l’obiettivo di creare un museo a cielo aperto per esporre opere di grandi artisti. L’area, gestita dalla Città Metropolitana di Milano, è circondata da un bacino d’acqua e ospita sculture di maestri come Giacomo Manzù, Enrico Baj e Luciano Minguzzi, affiancate da opere di giovani talenti italiani. Il percorso delle sculture è consultabile attraverso un’app dedicata, che permette ai visitatori di scoprire le opere in modo interattivo.

Un museo a cielo aperto senza struttura né fondi

Sebbene il Parco dell’Arte sia un’esperienza unica, non ha la struttura né i fondi di un museo tradizionale. Le opere, donate dagli artisti o dagli eredi, sono esposte in modo permanente, ma non esiste un sistema di gestione che garantisca la loro conservazione. Quando alcune sculture sono state danneggiate o distrutte dal maltempo, non è stato possibile intervenire. La mancanza di un’assicurazione e di un’assistenza dedicata ha reso difficile la gestione di un’area che, pur essendo un’attrazione culturale, non ha ricevuto il supporto necessario per il suo mantenimento. La gestione del Parco è un’esperienza a cielo aperto senza struttura né fondi, un problema che ha messo a rischio la sua esistenza.

Le opere più prestigiose sono state restituite agli artisti

Nel corso degli ultimi anni, molte delle convenzioni che permettevano la permanenza delle sculture sono scadute. Dal 2023 al 2025, alcune delle opere più prestigiose sono state restituite agli artisti o ai fondi che le avevano donate. Tra queste, si contano opere di Giacomo Manzù, Piergiorgio Colombara, Patrizia Guerresi e Luciano Minguzzi. La Città Metropolitana ha rassicurato che il parco vive ancora, anche se l’elenco delle opere online non è stato aggiornato. Al momento, sono presenti altre sculture, tra cui quelle di Alberto Ghinzani, Roberto Bricalli e Salvatore Fiume.

Un progetto che unisce passato e futuro

Il Parco dell’Arte non è solo un’esperienza artistica, ma anche un luogo di incontro e di cultura. A fianco delle sculture dei grandi maestri, si trova il Museo dei giovani artisti, nato nel 2017 grazie alla collaborazione tra l’Accademia di Brera, l’Associazione Amici dell’Accademia e l’Idroscalo. Questo spazio ospita opere di nuove promesse, che ogni anno vengono selezionate da curatori esperti. L’idea è di creare un’area permanente a cielo aperto, dove la cultura e l’arte possono crescere insieme. Il Parco dell’Arte rappresenta un’idea di futuro, ma anche una sfida per la sua gestione.