La Polonia si allontana dall’Ucraina, il conflitto si fa violento
La Polonia si allontana dall’Ucraina, il conflitto si fa violento, con un aumento del 30% dei crimini motivati da odio contro gli ucraini.

Un aumento del 30% di crimini motivati da odio contro gli ucraini
La Polonia sta vivendo un incremento significativo di atti di odio contro gli ucraini, con un aumento del 30% rispetto al periodo precedente. Tra febbraio e giugno 2026, i poliziotti hanno registrato 180 segnalazioni di crimini motivati da odio contro gli ucraini, un incremento rispetto ai dati del 2025. Tra questi, più di 80% dei casi hanno visto gli ucraini come vittime, un dato in crescita rispetto al 74% del 2023 e al 4% del 2014. Il governo polacco ha creato 50 squadre speciali per indagare su tali reati, ma la situazione resta preoccupante.
Politici e propaganda nazionalista alimentano la tensione
La politica nazionalista in Polonia ha contribuito a un clima di tensione crescente tra polacchi e ucraini. Durante la campagna elettorale del 2025, i politici hanno dipinto gli ucraini come “parassiti” che strizzano la finanza pubblica. Questo discorso è stato ulteriormente alimentato da un episodio in cui il presidente Karol Nawrocki ha revocato l’onore più alto della Polonia, l’Ordine della Stella Bianca, al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, a causa della sua decisione di nominare un’unità militare in onore del movimento insurrezionale ucraino dell’UPA, accusato di aver ucciso migliaia di polacchi durante la Seconda guerra mondiale.
La politica nazionalista ha alimentato un clima di odio e divisione.
La propaganda nazionalista ha sfruttato le tensioni storiche e le preoccupazioni economiche per alimentare un clima di odio. Przemysław Czarnek, candidato al governo del Partito della Giustizia, ha dichiarato che l’aiuto militare all’Ucraina deve essere sospeso finché quel paese non cambierà la sua politica storica. Rafał Pankowski, sociologo e fondatore del gruppo anti-razzismo “Never Again”, ha sottolineato che sebbene la popolazione polacca sia in gran parte solidale con l’Ucraina, si stanno formando crepe.
La comunità ucraina si sente sempre più isolata e minacciata.
Molti ucraini che vivono in Polonia si sentono sempre più isolati e minacciati. Olena, una guida a Warszawa, ha raccontato di aver smesso di parlare l’ucraino in pubblico e di aver iniziato a preoccuparsi per i suoi amici e parenti che vivono in Polonia. Ivan, un ucraino che lavora all’Università di Warszawa, ha raccontato di essere stato insultato da un vicino per la decisione di Zelenskyy di onorare l’UPA. La comunità ucraina si sente sempre più vulnerabile, con alcuni casi di violenza che hanno portato a arresti e denunce.
Il ministro degli Interni Marcin Kierwiński ha condannato l’attacco a Anastazja e Maksym, mentre il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha espresso gratitudine per l’intervento delle forze di polizia. Donald Tusk, il primo ministro polacco, ha chiesto al presidente Nawrocki di intervenire per fermare la violenza, sottolineando che i responsabili si sentono protetti da un sostegno politico. L’ambasciatore ucraino Vasyl Bodnar ha espresso preoccupazione per l’uso della questione ucraina come tema di divisione politica. La Chiesa cattolica ha anche chiesto di non alimentare sentimenti nazionalisti.
La situazione in Polonia rappresenta un rischio crescente per la comunità ucraina, che si sente sempre più minacciata. La politica nazionalista e la propaganda hanno alimentato un clima di odio, con conseguenze reali per la vita quotidiana degli ucraini. La comunità ucraina chiede un dialogo costruttivo e una maggiore tolleranza, in un momento in cui la solidarietà verso gli ucraini sta diminuendo.
