Roberto Mancini torna ct dell’Italia, il ritorno dopo l’Arabia Saudita e il fallimento di Palermo

Roberto Mancini torna ct dell’Italia dopo tre anni. Il ritorno segna un ciclo che riparte da dove era cominciato.

Roberto Mancini torna ct dell’Italia, il ritorno dopo l’Arabia Saudita e il fallimento di Palermo
Roberto Mancini torna ct dell’Italia, il ritorno dopo l’Arabia Saudita e il fallimento di Palermo

Roberto Mancini torna sulla panchina dell’Italia dopo tre anni, un ritorno che segna un ciclo che riparte da dove era cominciato. L’annuncio, dato dal presidente della Figc Giovanni Malagò, conferma la scelta di un commissario tecnico che ha guidato la squadra azzurra in un periodo di grandi successi e delusioni. La nomina, avvenuta nel corso del Consiglio federale, segna la fine di un periodo di caos e di tensioni interne, ma anche la ripresa di un progetto che, per ora, sembra tornare al punto di partenza.

La carriera di Mancini: da Wembley al fallimento di Palermo

La storia di Mancini con la Nazionale italiana inizia il 14 maggio 2018, quando il tecnico, allora in carica, guidò la squadra a un trionfo a Wembley contro l’Inghilterra. Il successo fu il culmine di un periodo di record di partite senza sconfitte, che si protrasse per quasi quattro anni. L’Europeo 2020, giocato nel 2021 a causa della pandemia, fu un altro momento di gloria: l’Italia vinse il torneo, conquistando il secondo titolo europeo nella sua storia. Il successo fu però interrotto da un fallimento drammatico a Palermo, dove l’Italia fu eliminata nei playoff per la mancata partecipazione ai Mondiali di Qatar 2022.

La decisione di andare in Arabia Saudita

Dopo il fallimento di Palermo, Mancini decise di lasciare l’Italia, accettando un’offerta dell’Arabia Saudita per un contratto di 25 milioni di euro all’anno. La scelta fu contestata da molti, ma il tecnico non si spiegò mai in modo dettagliato. Le dimissioni, comunicate il 12 agosto 2023, furono accolte con sorpresa e delusione da parte del pubblico e della stampa. La Federazione, guidata da Gabriele Gravina, aveva espresso fiducia nel tecnico, ma il rapporto si era raffreddato. Mancini, però, non si sentì più in grado di guidare la squadra, anche se la sua decisione fu vista da alcuni come un abbandono prematuro.

Roberto Mancini torna ct dell’Italia, il ritorno dopo l’Arabia Saudita e il fallimento di Palermo, immagine di approfondimento

Il ritorno e le nuove sfide

Il ritorno di Mancini, annunciato da Malagò, segna un tentativo di ripartenza per il calcio italiano. Il presidente ha sottolineato le scuse per la scelta di Mancini, che ha riconosciuto di aver lasciato l’Italia senza aver ricevuto la tranquillità necessaria. La nomina del tecnico è accompagnata da un nuovo direttore tecnico, Claudio Ranieri, e da un’indicazione di una terza figura, forse Gianfranco Zola, per completare la governance del calcio italiano. La scelta, però, solleva molte domande: dove è finito il progetto per rifondare il calcio italiano? E come si può evitare di ripetere gli stessi errori del passato?

La decisione di Malagò di tornare a Mancini sembra essere un tentativo di ripristinare un equilibrio interno, ma anche un segnale di continuità. Il calcio italiano, però, deve fare i conti con un passato di mancanza di progetti a lungo termine e con una serie di scelte che hanno portato a risultati contrastanti. Il ritorno di Mancini potrebbe essere un punto di partenza, ma per il calcio italiano serve un piano chiaro e un impegno reale per il futuro.