Roggero chiede a Mattarella: esamini la grazia con molta umanità
Il gioielliere condannato a 14 anni per legittima difesa rinnova l’appello al presidente della Repubblica dal carcere di Bollate, visitato dal senatore Bergesio.

Dal carcere di Bollate, Mario Roggero torna a rivolgere un appello diretto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il gioielliere di Grinzane di Cavour, condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori, chiede al capo dello Stato di valutare la sua richiesta di grazia con attenzione particolare, al di là delle controversie che hanno accompagnato il suo caso. Il nuovo appello è stato affidato al senatore cuneese della Lega Giorgio Bergesio, che ha fatto visita a Roggero nella struttura carceraria milanese.
L’appello dal carcere: oltre le polemiche
Roggero chiede a Mattarella di esaminare la richiesta di grazia con molta umanità, al di sopra delle polemiche che hanno caratterizzato la sua vicenda giudiziaria. Le parole del gioielliere, riportate secondo quanto riferisce Adnkronos durante il colloquio con Bergesio, evidenziano la volontà di porre l’accento su una valutazione consapevole e compassionevole della sua posizione, prescindendo dal dibattito pubblico e politico che ha circondato il caso. Il messaggio affidato al parlamentare leghista rappresenta un tentativo di comunicazione diretta con il Quirinale, attraverso un canale istituzionale.
Nel corso della visita, Roggero ha anche manifestato gratitudine nei confronti di quanti gli hanno dimostrato vicinanza e solidarietà durante il periodo di detenzione. Secondo quanto emerso nel dialogo con Bergesio, riportato dalla stampa locale, il gioielliere ha dichiarato di voler mantenere una posizione di serenità e fiducia nelle settimane a venire, in attesa degli sviluppi legati alla sua richiesta di clemenza presidenziale.
Il contesto della condanna e la prospettiva della grazia
La condanna a 14 anni e 9 mesi è il risultato di un processo che ha visto dibattere la questione della legittima difesa nel contesto di una rapina in gioielleria. La pena definitiva pesa su Roggero dal punto di vista giuridico, ma la sua richiesta di grazia rappresenta un percorso ulteriore attraverso il quale cercare una riconsiderazione della vicenda da parte delle istituzioni. L’intervento del senatore Bergesio testimonia l’interesse politico mantenu Itosi attorno al caso, con la Lega che da tempo sostiene la posizione del gioielliere.

La visita al carcere di Bollate conferma che la richiesta di grazia resta un tema attivo e che coloro che supportano Roggero continuano a muoversi per dare voce alle sue istanze attraverso canali istituzionali. La scelta di articolare l’appello in termini di umanità e attenzione, anziché di pura contestazione legale, suggerisce una strategia consapevole volta a influenzare una valutazione presidenziale.
Secondo quanto riportato da Agi, il messaggio indirizzato a Mattarella sottolinea come la richiesta debba essere considerata tenendo conto di elementi che vadano oltre il mero dato normativo. L’enfasi sull’umanità del giudizio presidenziale rappresenta un appello alle facoltà discrezionali del capo dello Stato, riconoscendo al contempo l’importanza della dimensione umana e contestuale nelle decisioni di clemenza.
La situazione rimane in sospeso, con Roggero in attesa di una risposta dalla presidenza della Repubblica. Il suo appello attraverso Bergesio rinnova l’impegno a non abbandonare la richiesta di grazia e a confidare che una riconsiderazione complessiva della vicenda possa portare a una diversa conclusione rispetto alla condanna attualmente in corso di esecuzione nel carcere di Bollate.
