Salesforce mira a un miliardo di agenti AI persistenti entro fine 2025
Salesforce punta a un miliardo di agenti AI persistenti entro fine 2025, in linea con le previsioni di Sam Altman su una terza ondata dell’intelligenza artificiale.

Salesforce ha annunciato un piano ambizioso per distribuire un miliardo di agenti AI persistenti entro la fine del 2025. Questo obiettivo, in linea con le previsioni di Sam Altman, CEO di OpenAI, segna un passo significativo verso l’adozione di sistemi autonomi e intelligenti in ambito aziendale. Gli agenti AI persistenti, descritti come “colleghi digitali”, opereranno in modo indipendente, gestendo compiti complessi senza la supervisione continua dell’utente. L’obiettivo di Salesforce, denominato “Agentforce”, rappresenta un cambio di paradigma nel modo in quale le aziende pensano alla produttività e alla gestione delle operazioni.
La terza ondata dell’intelligenza artificiale
Secondo Altman, l’evoluzione dell’AI si articola in tre fasi distinte. La prima era l’era predittiva, con algoritmi di raccomandazione e filtri antispam. La seconda, l’era generativa, ha visto l’ascesa di sistemi come ChatGPT, in grado di creare testi, immagini e codice su richiesta. La terza ondata, quella attuale, è caratterizzata dagli agenti AI persistenti, che non si limitano a rispondere a prompt, ma prendono l’iniziativa, gestiscono workflow e eseguono processi multi-step autonomamente. Questo salto concettuale ha già catalizzato piani aziendali concreti e nuove esigenze infrastrutturali, specialmente nel settore crypto.
La transizione da visione a realtà sta già avvenendo, con un potenziale impatto dirompente sui modelli operativi e sui mercati finanziari. Per gli investitori, il segnale reale non è legato a un singolo prodotto, ma al cambio di paradigma nel modo in quale le aziende pensano al personale, alla produttività e alla leva operativa. Il vero momento di svolta arriverà quando le società inizieranno a segnalare nei loro earning call i guadagni di produttività attribuibili agli agenti AI.
Sicurezza crypto e infrastrutturale
L’ascesa degli agenti autonomi crea nuove esigenze e opportunità, specialmente nell’ecosistema crypto, dove sicurezza e identità digitale sono fondamentali. OpenAI, in partnership con Paradigm, ha lanciato a febbraio 2026 un benchmark chiamato EVMbench, progettato per valutare la capacità dell’AI di proteggere gli smart contract crypto. Si tratta di una mossa diretta contro una delle vulnerabilità più persistenti del settore, che causa la perdita di miliardi di dollari ogni anno a causa di exploit e bug.
Le soluzioni basate su blockchain per l’identità e la responsabilità degli agenti potrebbero diventare un caso d’uso infrastrutturale significativo. Per il mercato crypto, agenti AI persistenti che possano gestire portafogli, eseguire trade o interagire con protocolli DeFi in autonomia avranno bisogno di meccanismi robusti di identità, autorizzazione e audit. L’intersezione tra agenti AI e strumenti di sicurezza crypto suggerisce che la tesi d’investimento più duratura non riguarda la scelta dei vincitori nella corsa agli agenti stessi, ma piuttosto l’identificazione di infrastrutture, sicurezza e compliance di cui ogni azienda alimentata da agenti avrà bisogno. La distribuzione di un miliardo di agenti AI da parte di Salesforce rappresenta un esempio lampante di questa tendenza. L’obiettivo, fissato dal CEO Marc Benioff, dimostra l’impegno su larga scala delle imprese nell’integrare l’AI agentica per scalare le operazioni. Questo sforzo massiccio sottolinea l’importanza crescente dell’AI nel contesto aziendale e la sua capacità di trasformare la produttività e l’efficienza operativa.
