Treno Hitachi per la Metro B “sfugge” a Roma per mancanza di spazio nei depositi

Sesto treno Hitachi per Metro B arriva a Roma ma non entra nei depositi pieni e prosegue per Bologna

Treno Hitachi arriva a Roma ma non entra nei depositi pieni e prosegue per Bologna
Treno Hitachi arriva a Roma ma non entra nei depositi pieni e prosegue per Bologna

Il sesto treno Hitachi destinato alla Metro B di Roma è arrivato nella Capitale nella notte tra il 25 e il 26 luglio, ma non ha potuto fermarsi nei depositi Atac, che sono pieni. Il convoglio, quindi, ha proseguito la sua corsa verso nord, raggiungendo Bologna, dove è stato trasferito negli stabilimenti italiani della ditta nipponica. L’evento ha suscitato interesse per la complessità logistica legata all’arrivo dei nuovi treni, che dovrebbero migliorare il servizio e la frequenza delle corse sulla linea. La situazione evidenzia i ritardi e le sfide nell’introduzione di nuove tecnologie sul sistema di trasporto pubblico romano.

Un problema di spazio nei depositi Atac

Secondo quanto riferito, i depositi Atac destinati ad accogliere i nuovi treni Hitachi non hanno più spazio disponibile. Questo ha reso impossibile l’ingresso del sesto convoglio nella Capitale, nonostante il rispetto del cronoprogramma stabilito da Hitachi. Il treno, quindi, è stato trasferito a Bologna, dove è stato accolto negli stabilimenti della ditta giapponica. La situazione non è nuova: in passato, i convogli erano arrivati a Roma e trasferiti al deposito di Magliana Nuova, ma ora i depositi non riescono a ospitare i nuovi mezzi.

Un processo autorizzativo lungo e complesso

La messa in servizio dei nuovi treni Hitachi sulla Metro B dipende da un iter autorizzativo che non è diretto da Roma Capitale. Dopo la conclusione dei collaudi statici e dinamici, è in corso l’ultima verifica tecnica da parte di un professionista esterno. Una volta completata questa fase, la documentazione sarà trasmessa al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ad Ansfisa, che dovranno istituire una commissione per rilasciare il nulla osta all’esercizio. Solo dopo questo via libera il primo treno potrà iniziare il rodaggio in linea, un periodo di esercizio senza passeggeri che richiederà circa un mese.

Il primo treno potrebbe entrare in servizio entro settembre, se il nulla osta dovesse arrivare nelle prossime settimane. Per i convogli successivi, invece, il chilometraggio necessario sarà ridotto a 1.500 chilometri. La commessa per l’acquisto di 36 convogli è un progetto ambizioso che mira a migliorare il servizio e la frequenza delle corse sulla Metro B, ma i ritardi nella consegna e nell’installazione dei treni hanno complicato il piano.

Il primo treno, arrivato nell’aprile del 2025, non è ancora in servizio, e la sua messa in esercizio dipende dal completamento di tutti i passaggi tecnici e autorizzativi. Per i pendolari, quindi, non c’è altro da fare se non attendere la prima corsa ufficiale dei nuovi treni Hitachi, che potrebbero rappresentare un passo avanti per la mobilità romana. La situazione, però, rimane complessa e dipende da una serie di fattori esterni che non sono sempre sotto il controllo diretto delle autorità locali. La mancanza di spazio nei depositi Atac ha reso necessario il trasferimento del sesto treno a Bologna, dove è stato accolto negli stabilimenti Hitachi. Questo episodio sottolinea le sfide logistiche e amministrative legate all’introduzione di nuove tecnologie sul sistema di trasporto pubblico romano. La soluzione al problema potrebbe arrivare solo dopo che i depositi avranno trovato spazio per accogliere i nuovi convogli.