Zanzare in Sardegna: il picco arriva in anticipo e si fa preoccupare per la Febbre del Nilo

Zanzare in Sardegna: il picco arriva in anticipo e si fa preoccupare per la Febbre del Nilo

Zanzare in Sardegna, disinfestazione in corso, emergenza sanitaria
Zanzare in Sardegna, disinfestazione in corso, emergenza sanitaria

La Sardegna vive un’emergenza senza precedenti per le zanzare, con un incremento record negli ultimi tre mesi e un picco raggiunto in anticipo rispetto al passato. La morte di una donna di 90 anni, residente in Oristano, ha segnato il primo decesso per Febbre del Nilo in Italia nel 2026, confermando l’urgenza della situazione. L’epidemia, alimentata da condizioni climatiche estreme e da un aumento della popolazione di insetti, ha messo in allerta le autorità locali e nazionali, che hanno avviato interventi di disinfestazione e monitoraggio. La zona del liceo Scientifico, dove viveva la vittima, è stata individuata come area prioritaria per le operazioni.

Un aumento record e un virus in agguato

Le zanzare, in particolare quelle del genere “Culex”, stanno svolazzando in quantità record, con alcuni individui positivi al virus West Nile. «Nelle ultime tre settimane l’incremento è stato da record», ha sottolineato la Provincia. La morte della donna, ricoverata al San Martino con febbre alta, ha scatenato un allarme che ha portato all’attivazione del protocollo di emergenza. La disinfestazione sarà effettuata nel raggio di 200 metri dal luogo di residenza della vittima, con un sopralluogo anche nella sua abitazione per verificare eventuali focolai.

La collaborazione dei cittadini è fondamentale per contrastare l’emergenza.

Le autorità stanno mettendo in atto misure straordinarie, tra cui un piano di interventi che coinvolge la Provincia, l’Asl e l’istituto zooprofilattico. «Resta fondamentale la prevenzione costante e la collaborazione dei cittadini», ha ricordato un esperto. Anche il più piccolo ristagno d’acqua può rappresentare un rischio, soprattutto in un contesto in cui le temperature estreme accelerano lo sviluppo da uovo a zanzara adulta.

Il clima e le risaie: un mix pericoloso

La situazione è ulteriormente complicata dall’impatto dei cambiamenti climatici, che hanno reso più estreme le temperature e alterato i cicli naturali. «L’inverno è stato praticamente assente, c’è stato un raffrescamento verso aprile ma le zanzare erano già attive», ha spiegato un entomologo. Le ondate di calore degli ultimi giorni hanno avuto un doppio effetto: hanno ridotto la longevità delle femmine adulte, che vivono fino a 4 settimane a 35 gradi, ma hanno accelerato la nascita delle larve, aumentando la popolazione complessiva. Le criticità si concentrano soprattutto nell’Oristanese, dove la presenza di zone umide, canali d’irrigazione e risaie crea un ambiente ideale per la proliferazione delle zanzare. «Durante la fase di asciutta, le zanzare depongono le uova, e quando i campi di riso vengono allagati, si creano le condizioni perfette per la nascita delle larve», ha spiegato un esperto. La produzione di riso, importante per l’economia locale, rende il problema ancora più complesso, richiedendo un equilibrio tra salute pubblica e interessi agricoli.

Le temperature estreme accelerano la nascita delle larve e riducono la longevità delle zanzare adulte.

La Provincia ha messo in atto un piano di interventi che coinvolge la task force con un maggior numero di disinfestatori e un notevole investimento economico per fronteggiare un fenomeno sempre più complesso e preoccupante. «In generale quest’anno c’è stato un anticipo della popolazione di zanzare in Sardegna – spiega Claudio Venturelli, esperto entomologo – ma anche a livello nazionale e nel resto d’Europa, in particolare in Francia e in Inghilterra». L’emergenza richiede una risposta coordinata e tempestiva per proteggere la salute della popolazione.