Famiglia di cinque vive in strada sotto un albero a Jesi, con malore e caldo estremo

Una famiglia di cinque persone vive in strada a Jesi, con malore e caldo estremo, senza alloggio disponibile.

Una famiglia di cinque persone vive in strada sotto un albero a Jesi, con malore e caldo estremo
Una famiglia di cinque persone vive in strada sotto un albero a Jesi, con malore e caldo estremo

Una famiglia di cinque persone vive in strada a Jesi, sotto un albero, con temperature che superano i 40 gradi e condizioni di salute precarie. La famiglia, composta da marito, moglie e tre figli minori, ha rifiutato alloggi temporanei e non ha trovato alternative economicamente accessibili. La sorella, Insaf Rezgui, giunta dalla Francia per aiutarli, ha riferito che i servizi sociali non hanno offerto soluzioni immediate e le opzioni disponibili, come un B&B, sono troppo costose. La madre, Samia Rezgui, ha subito un malore e è stata trasportata in ospedale per un sbalzo di pressione. La situazione, complessa e drammatica, è nota ai servizi sociali e alla Caritas, ma non si è trovata una soluzione concreta.

Condizioni estreme e mancanza di alloggio

La famiglia vive da giorni all’ombra di un albero, in una zona vicino alla stazione ferroviaria di Jesi, dove si rifugiano per sfuggire al caldo estremo. I ragazzi, di 13, 15 e 17 anni, passano le giornate a girare nei centri commerciali per cercare refrigerio, mentre i genitori, con problemi di salute, non riescono a dormire in condizioni dignitose. La madre, Samia, ha riferito di non lavarsi da 4-5 giorni, a causa della mancanza di un’auto funzionante e della rottura dei pneumatici. La famiglia, originaria della Tunisia, è residente a Jesi dal 2001 e ha vissuto per due anni in una casa della Caritas, ma non ha trovato un’alternativa stabile.

Difficoltà economiche e mancanza di supporto

Il marito, che lavora da Fileni, ha un contratto a termine e non riesce a trovare un’abitazione con il reddito disponibile. La sorella, Insaf Rezgui, ha spiegato che i servizi sociali hanno indicato l’opzione di un B&B, ma il costo di 100 euro a notte è insostenibile. La famiglia ha anche ricevuto suggerimenti di portarli in un alloggio privato, ma non ha potuto agire. La sorella, che ha un lavoro umile in Francia, ha offerto di aiutare con 200 euro al mese, ma non è stato possibile trovare una soluzione concreta. Il vicesindaco Samuele Animali ha confermato che il capofamiglia ha rifiutato alloggi temporanei e non ha seguito le indicazioni ricevute.

La situazione, aggravata dal caldo record e dall’assenza di un tetto, ha portato a un ricovero temporaneo della madre, Samia, al pronto soccorso. La famiglia, in attesa di una soluzione, continua a vivere in condizioni estreme, con la speranza di trovare un’alternativa prima che il caldo estivo peggiori ulteriormente. La mancanza di alloggio e la difficoltà economica hanno reso la vita quotidiana insostenibile. I servizi sociali e la comunità sono chiamati a intervenire per trovare una soluzione concreta e immediata.