Saman Abbas, la ragazza pakistana uccisa nel 2021: la famiglia, il corpo ritrovato e il matrimonio
La giovane pakistana Saman Abbas è stata uccisa da tutta la famiglia. Il corpo è stato ritrovato dopo mesi di ricerche.

Saman Abbas, una ragazza pakistana di 18 anni, è stata uccisa nel 2021 da tutta la sua famiglia, in un caso che ha scosso l’Italia e ha portato a un processo lungo e complesso. La giovane, nata il 18 dicembre 2002 a Lahore, aveva lasciato la sua patria per trasferirsi in Italia con i genitori e il fratello minore nel 2016, nella piccola cittadina emiliana di Novellara. La famiglia, però, aveva deciso di farla sposare con un cugino residente in Pakistan, un progetto che Saman aveva rifiutato, preferendo una vita in linea con i valori occidentali. Il 1º maggio 2021, la ragazza è scomparsa dopo una violenta lite con i genitori e lo zio, e il suo corpo è stato ritrovato mesi dopo in un casolare abbandonato.
La famiglia e le costrizioni
Saman aveva imparato l’italiano e aveva ottenuto la licenza media, ma i genitori le avevano impedito di proseguire gli studi, nonostante mancassero ancora due anni al termine della scuola dell’obbligo. La famiglia la costringeva a vivere in modo ridotto, limitando il suo accesso al telefono e a qualsiasi forma di libertà. Il padre, Shabbar Abbas, era noto per picchiare la figlia, spesso ubriaco, per il fatto che voleva andare a scuola. Nel marzo 2020, Saman aveva tentato il suicidio, ingerendo farmaci, e aveva chiesto aiuto ai servizi sociali per fermare le nozze in Pakistan, già organizzate per dicembre senza la sua volontà.
Le ultime ore e il ritrovamento del corpo
Il 29 aprile 2021, Saman aveva inviato un messaggio al fidanzato Saqib Ayub, rivelando di aver sentito una conversazione tra i genitori e lo zio, in cui si parlava di un piano per uccidere qualcuno. Il giorno successivo, la ragazza è scomparsa dopo una lite con i genitori e lo zio. Il fratello minore, svegliato dalle grida, ha raccontato che i documenti le erano stati restituiti e che era andata in bagno per vestirsi e ripartire. Saman è stata vista alle 00:10 del 1º maggio con uno zaino in spalla, mentre si dirigeva con i genitori verso le serre. Lei e la madre scompaiono nel buio per 90 secondi, mentre il padre rimane in attesa. Al ritorno della madre, Saman non è con lei, e i Carabinieri hanno riferito che in quel periodo di tempo la ragazza è stata consegnata allo zio e ai due cugini, i quali l’hanno uccisa e fatto sparire il cadavere.
Nella mattina del 1º maggio, i coniugi sono stati visti per l’ultima volta nei filmati di sorveglianza dell’aeroporto di Milano Malpensa, da cui si sono imbarcati in un volo per il Pakistan. Le indagini sono iniziate il 5 maggio 2021, quando i Carabinieri di Novellara hanno effettuato una perquisizione nella casa della famiglia, trovando solo il fratello minore e lo zio. Il 9 maggio, lo zio e il fratello sono stati fermati al confine con la Francia, ma lo zio è scomparso. Il fratello, messo al sicuro in una struttura protetta, ha raccontato agli inquirenti che Saman sarebbe stata strangolata dallo zio Danish, insieme ai cugini e Ikram Ijaz, che gli hanno intimato di non raccontare la verità.
Il processo e il ritrovamento del corpo
Il 17 maggio 2022, il giudice dell’udienza preliminare ha rinvia a giudizio i genitori, lo zio e i cugini per i reati di concorso in sequestro di persona, omicidio volontario con aggravante della premeditazione e soppressione di cadavere. Il 19 dicembre 2023 si è concluso il processo di primo grado, con la condanna all’ergastolo dei genitori e a 14 anni dello zio. Il 19 novembre 2023, il corpo di Saman è stato ritrovato in un casolare abbandonato, vicino alla casa della famiglia. L’autopsia ha confermato che il cadavere apparteneva alla ragazza e ha rivelato una frattura al collo, che avvalorerebbe la tesi dello strangolamento.
