Chirurgia di Cles senza primario da cinque mesi, si apre un dibattito: “Perché la Giunta non ha pubblicato il bando?”
Chirurgia di Cles senza primario da cinque mesi, si apre un dibattito: “Perché la Giunta non ha pubblicato il bando?”

Chirurgia di Cles senza primario da cinque mesi, si apre un dibattito
L’Unità Operativa di Chirurgia dell’Ospedale di Cles è da cinque mesi senza un direttore titolare, un periodo che ha suscitato preoccupazioni e interrogativi tra i professionisti e i rappresentanti locali. Il precedente direttore, il dottor Francesco Antonio Ciarleglio, ha lasciato l’incarico un anno fa, trasferendosi all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Perugia. Da allora, non è stato pubblicato alcun bando per il nuovo primario, pur essendo passati mesi e mesi senza alcun movimento amministrativo. La situazione ha scatenato un dibattito tra chi teme un depotenziamento della struttura e chi cerca di capire le ragioni del ritardo.
La mancanza di un bando ha alimentato diverse ipotesi, tra cui una strategia di attesa o una volontà politica di declassare la struttura. La consigliera provinciale Paola Demagri ha espresso preoccupazione per il ritardo, sottolineando come la mancata pubblicazione del bando possa mettere a rischio la capacità dell’ospedale di attrarre professionisti qualificati e mantenere un ruolo centrale nella rete sanitaria provinciale.
Un immobilismo che ha suscitato critiche
L’iter burocratico per la nomina del nuovo direttore è stato considerato già superato, ma non è stato avviato alcun processo concorsuale. L’ospedale di Cles, che rappresenta il terzo presidio ospedaliero della provincia e l’unico in grado di garantire un’attività chirurgica 24 ore su 24, non ha un direttore titolare da mesi. Il reparto è gestito da un’équipe coordinata dal dirigente medico Luca Fabris, che svolge funzioni di direttore in assenza di un titolare. La situazione ha suscitato critiche, soprattutto per la mancanza di un piano chiaro per la gestione del reparto.
Demagri ha chiesto alla Giunta di chiarire le motivazioni del mancato bando, sottolineando il rischio di indebolimento strutturale dell’offerta sanitaria. La consigliera ha espresso preoccupazione per il fatto che, a distanza di cinque mesi dalle dimissioni del precedente direttore, non sia stato ancora pubblicato alcun bando, e ha chiesto se la Giunta intenda mantenere l’Unità Operativa come “Struttura Complessa” o se abbia intenzione di declassarla.
Le ipotesi di un ritardo strategico
Tra le ipotesi avanzate, si segnala una possibile strategia di attesa per far coincidere la copertura del posto a Cles con la liberazione di altre direzioni di chirurgia in altri presidi ospedalieri. Questo approccio potrebbe piegare le esigenze del territorio a logiche di incastri aziendali, mettendo a rischio la capacità dell’ospedale di rispondere alle necessità locali. Un’ipotesi ancora più allarmante vede il rischio di una precisa volontà politica di declassare l’Unità Operativa complessa a “Struttura Semplice”, riducendo i suoi diritti e la sua autonomia. La mancanza di un bando ha creato un vuoto amministrativo che potrebbe indebolire la struttura sanitaria e mettere a rischio la sua capacità di attrarre professionisti qualificati. La consigliera Demagri ha sottolineato come la situazione possa avere conseguenze rilevanti non solo sul piano organizzativo, ma anche sulla capacità dell’ospedale di mantenere un ruolo centrale nella rete sanitaria provinciale.
La richiesta di chiarimenti e un futuro incerto
La consigliera ha chiesto alla Giunta di chiarire le ragioni del mancato bando, sottolineando che la mancata pubblicazione potrebbe tradursi in un indebolimento strutturale dell’offerta sanitaria delle Valli del Noce. La richiesta si concentra su due aspetti: il motivo tecnico, organizzativo o politico che ha portato al ritardo e se la Giunta intenda mantenere l’Unità Operativa come “Struttura Complessa” garantendone l’autonomia e l’appetibilità professionale. La situazione rimane in sospeso, con un futuro che dipende da una decisione amministrativa che potrebbe avere conseguenze significative per la sanità del territorio.
