Due incendi sul GRA: la Procura di Roma indaga sulla pista dolosa

Due incendi sul GRA hanno causato panico e chiusure: la Procura di Roma indaga sulla pista dolosa.

Due incendi sul Grande Raccordo Anulare causano panico e chiusure, la Procura di Roma indaga sulla pista dolosa
Due incendi sul Grande Raccordo Anulare causano panico e chiusure, la Procura di Roma indaga sulla pista dolosa

Due incendi sul GRA: la Procura di Roma indaga sulla pista dolosa

Due giorni di fuoco, paura e fumi tossici hanno paralizzato il Grande Raccordo Anulare (GRA) a Roma, con la Procura di Roma che ha avviato un’inchiesta per accertare se dietro gli incendi ci sia un’ipotesi di dolo. L’emergenza si è verificata il 26 e il 27 luglio 2026, con un primo rogo che ha causato chiusure e panico, seguito da un secondo incendio che ha riacceso le preoccupazioni per la sicurezza stradale e ambientale. La Procura ha deciso di indagare sull’ipotesi di un gesto volontario e criminale, mettendo al vaglio dei magistrati la pista dolosa. La Procura valuta se l’incendio sia stato provocato intenzionalmente.

La situazione si è aggravata in pochi minuti

La tragedia ha avuto inizio il 26 luglio, quando un rogo di sterpaglie si è sviluppato lungo la via Laurentina, all’altezza del GRA. Le fiamme si sono diffuse rapidamente, generando una coltre di fumo nero che ha ridotto la visibilità e creato un clima di panico tra gli automobilisti. La situazione si è aggravata in pochi minuti all’altezza dell’uscita 25 in direzione Ciampino, dove si sono registrati momenti di forte psicosi collettiva. Le autorità hanno disposto la chiusura completa del tratto tra lo svincolo della via Pontina e la via Laurentina, interdicendo gli accessi e le rampe in entrata e in uscita.

La chiusura del tratto ha causato code e paralisi del traffico su altre strade. Il 27 luglio, il rogo si è ripresentato lungo lo stesso tratto, questa volta a causa del fogliame. I Vigili del Fuoco hanno intervento tempestivamente, ma l’incendio ha riacceso la paura tra i cittadini. A differenza del primo episodio, il secondo rogo ha visto operazioni di spegnimento più rapide, ma ha nuovamente messo in pericolo l’incolumità pubblica. Gli automobilisti hanno reagito con gesti estremi, scendendo dalle auto per fuggire a piedi lungo le rampe insieme ai familiari e ai propri animali domestici.

Monitoraggi ambientali e rischi per la salute

Oltre al profilo penale, la Procura e le autorità monitorano con massima attenzione le ripercussioni ambientali e sanitarie generate dagli incendi. L’Arpa Lazio ha avviato un monitoraggio su entrambe le aree andate in fiamme, con misure precauzionali a tutela della salute pubblica. I residenti dei quartieri limitrofi sono stati invitati a chiudere finestre e impianti di aria condizionata per prevenire intossicazioni. Il timore principale è legato al rischio che i fumi abbiano potuto coinvolgere rifiuti pericolosi presenti nella vegetazione. Le autorità stanno valutando i rischi per la salute dei residenti.

La situazione si è risolta solo alle 18:45 di domenica, quando il tratto del Raccordo è stato riaperto dopo il completo spegnimento del rogo da parte dei Vigili del Fuoco. Gli accertamenti della magistratura puntano a ricostruire con esattezza l’origine dell’incendio e le cause che hanno generato una vera e propria catastrofe della circolazione stradale, mettendo a serio rischio l’incolumità pubblica di centinaia di automobilisti rimasti intrappolati nelle loro vetture e dei residenti di un vasto quadrante della città.

  • Chiusura del tratto del GRA tra via Pontina e via Laurentina.
  • Interdizione degli accessi e delle rampe in entrata e in uscita.
  • Monitoraggio ambientale da parte dell’Arpa Lazio.
  • Indagine giudiziaria per accertare l’ipotesi di dolo.