Prezzo dell’energia elettrica ai massimi da 10 anni, in autunno nuovi rincari

Prezzo dell’energia elettrica ai massimi da 10 anni, in autunno nuovi rincari

Consumi elettrici ai massimi da 10 anni, prezzo dell’energia in aumento, bollette in vista
Consumi elettrici ai massimi da 10 anni, prezzo dell’energia in aumento, bollette in vista

A giugno 2026, l’Italia ha registrato il picco più alto del consumo elettrico degli ultimi dieci anni, con un aumento del 1,8% rispetto al 2025. Il caldo estremo ha spinto l’uso intensivo dei condizionatori, portando il consumo a un record di 57,4 GW il 29 giugno. I consumi industriali sono cresciuti del 3,1%, segnando il decimo mese consecutivo di aumento, un segnale di produzione nazionale in salute. La domanda di energia non mostra segni di calo, e i prezzi dell’energia elettrica si avvicinano ai 10 centesimi al kWh, con un incremento del 26% rispetto alle offerte a prezzo fisso attualmente disponibili sul mercato.

Prezzo dell’energia in aumento, bollette in vista

Secondo un report, i consumatori devono prepararsi a una nuova ondata di aumenti: le quotazioni futures a fine luglio indicano per il quarto trimestre del 2026 un prezzo dell’energia pari a 0,118 €/kWh. Questo valore rappresenta un incremento del 26% rispetto alle migliori offerte a prezzo fisso attualmente disponibili sul mercato, che si attestano intorno ai 0,094 €/kWh. La tensione non riguarda solo l’ultimo scorcio dell’anno, ma si estende anche al periodo autunnale, con proiezioni di un aumento del 31% per il terzo trimestre 2026, che scenderà al 26% nel quarto trimestre e si stabilizzerà al 20% nel primo trimestre del 2027.

La volatilità dei prezzi mette in difficoltà i consumatori, che devono valutare attentamente le loro scelte di tariffa. Per proteggersi, è consigliato bloccare il prezzo in bolletta per un periodo di 12 o 24 mesi. I dati mostrano che l’80% delle richieste di preventivo riguarda offerte a prezzo bloccato, e l’88% dei contratti effettivamente sottoscritti segue questa tipologia, con un aumento di interesse di 12 punti percentuali rispetto al 2025.

Le sfide dei consumatori e le soluzioni possibili

Le seconde case rappresentano una sfida economica particolare, con consumi concentrati in pochi mesi ma costi fissi maturati tutto l’anno. Una simulazione rivela che, pur essendo il costo della “materia energia” uguale a quello di una prima casa, la spesa finale è superiore di oltre 102 euro l’anno. Questa disparità è dovuta principalmente agli oneri generali di sistema, che per i non residenti prevedono una quota fissa non applicata alle abitazioni di residenza, pesando per circa 100 euro extra annui.

Per risparmiare, i consumatori devono monitorare la potenza impegnata e evitare i dispositivi in stand-by. La scelta di offerte con quote di commercializzazione ridotte può aiutare a ridurre i costi. Inoltre, i grandi consumatori devono privilegiare tariffe con il prezzo più basso per kWh o Smc, mentre i piccoli consumatori devono prestare attenzione alla quota fissa, che incide pesantemente sulla spesa complessiva. Nonostante la crescita delle fonti rinnovabili, l’Italia detiene un triste primato: il prezzo unico nazionale più alto tra le principali borse europee. Nel 2025, il Pun medio è stato di 115,9 euro/MWh, significativamente superiore ai 61,1 euro della Francia e ai 65,3 euro della Spagna. Secondo Nicola Dell’Acqua, presidente dell’Arera, questa differenza strutturale deriva dalla forte dipendenza del Paese dal gas per la generazione elettrica.