Piscina a Tor Tre Teste aperta solo alle donne, polemiche e fake news su esclusione musulmana
Piscina a Tor Tre Teste aperta solo alle donne, polemiche e fake news su esclusione musulmana

Una piscina a Tor Tre Teste aperta solo alle donne
A Tor Tre Teste, in via Giuseppe Candiani, una struttura pubblica ha organizzato un’iniziativa che ha suscitato polemiche e accuse di fake news. La piscina è aperta solo alle donne, in due fasce orarie specifiche, per quattro mercoledì di agosto. L’accesso è consentito a ragazze dai 16 anni in su, con l’obbligo di portare cuffia, asciugamano e ciabatte. L’evento è stato organizzato in collaborazione con la Comunità islamica di Roma, ma non esiste alcun riferimento all’esclusività per donne musulmane. Le partecipanti possono indossare qualsiasi tipo di costume, tra cui il burkini. La polemica nasce da una interpretazione distorta della realtà.
Un’iniziativa per creare spazi sicuri
L’obiettivo dell’iniziativa è offrire a donne che si sentono a disagio nel mettersi in costume un ambiente sicuro e riservato. La quota unica di 40 euro per quattro appuntamenti è stata fissata per garantire l’accesso a tutti i partecipanti. L’idea, spiega il capogruppo del Pd in municipio V, Claudio Poverini, è nata da un’iniziativa delle ragazze della comunità islamica, che ha trovato un supporto nella disponibilità della struttura. L’evento non è legato a una politica di esclusione, ma a un bisogno di inclusione e sicurezza. Le donne possono scegliere tra due fasce orarie per tutti gli appuntamenti.
L’iniziativa è stata promossa attraverso una locandina che ha suscitato reazioni forti, con alcuni media e politici che hanno diffuso la notizia di una piscina riservata esclusivamente alle donne musulmane. Tra i critici, anche l’assessora alla Cultura e alle pari opportunità della Regione Lazio, Simona Baldassarre, ha espresso preoccupazione, sostenendo che l’inclusione non può diventare frammentazione identitaria. Poverini ha smentito le accuse, ribadendo che l’idea è nata da un’iniziativa delle ragazze della comunità islamica e che la piscina è aperta a tutte le donne, non solo a quelle di fede musulmana.
Il municipio ha espresso preoccupazione per le polemiche, definendole “vergognose”. L’assessora Baldassarre ha sottolineato che l’inclusione non deve diventare frammentazione identitaria, ma un’opportunità per unire. Il Pd, attraverso Poverini, ha ribadito che l’iniziativa è un esempio di collaborazione tra istituzioni e comunità, non un atto di esclusione. La struttura, inoltre, ha chiarito che non ci sono fondi pubblici destinati all’iniziativa, ma una quota unica da pagare da parte delle partecipanti.
La struttura di via Candiani ha sottolineato che l’accesso è consentito a tutte le donne, senza alcun riferimento all’esclusività per quelle di fede musulmana. L’evento è stato organizzato per offrire un ambiente sicuro e riservato, dove le partecipanti possono scegliere il costume che preferiscono, tra cui il burkini. La polemica, però, ha visto l’ingresso di politici e media che hanno diffuso una versione distorta della realtà, alimentando una fake news che ha suscitato reazioni forti.
