Superperizia sul cellulare di Fakir. Poliziotti e sanitari coinvolti non tornano al lavoro

Superperizia sul cellulare di Fakir. Poliziotti e sanitari coinvolti non tornano al lavoro.

Poliziotti e sanitari coinvolti nella morte di Fakir non tornano al lavoro mentre si procede a una perizia sul cellulare
Poliziotti e sanitari coinvolti nella morte di Fakir non tornano al lavoro mentre si procede a una perizia sul cellulare

Indagine in corso: perizia tecnica sul cellulare di Fakir

La procura ha programmato l’analisi tecnica del contenuto del cellulare di Abderrahim Fakir, sequestrato durante l’intervento di polizia. L’incarico sarà affidato all’ingegnere informatico Giuseppe Ferraro, noto per aver lavorato al caso di Pierina Paganelli. L’obiettivo è ricostruire gli ultimi contatti del 42enne marocchino e chiarire il motivo per cui si trovava al Pilastro la mattina del 19 luglio, quando è morto durante un fermo di polizia. La perizia mira a chiarire la dinamica della tragedia. L’analisi del cellulare potrebbe aiutare a comprendere meglio gli ultimi momenti della vita di Fakir, contribuendo a risolvere alcuni dubbi rimasti sull’episodio. L’inchiesta, aperta per omicidio colposo, è in corso e coinvolge anche i due agenti di polizia e i quattro sanitari del 118 che hanno partecipato alle operazioni di soccorso.

Poliziotti e sanitari coinvolti non tornano al lavoro

I due agenti di polizia e i quattro sanitari del 118 che hanno partecipato all’intervento non sono tornati al lavoro. L’inchiesta, che ha visto l’annotazione nel fascicolo modello 45-bis, è in corso e i professionisti coinvolti attendono i risultati delle indagini. Uno dei poliziotti era stato inizialmente trasferito agli uffici interni, ma ora non è al lavoro, mentre il collega ha trascorso un periodo di malattia per le lievi ferite riportate durante l’intervento. La famiglia di Fakir ha espresso fiducia nella giustizia italiana. L’avvocato Anselmo ha espresso la sua fiducia nella giustizia, chiedendo che non sia la polizia a indagare. La famiglia ha incontrato Pisani, che ha espresso la sua disponibilità a collaborare con le autorità.

Un mosaico di prove e testimonianze

L’inchiesta si basa su un ampio mosaico di prove, tra cui decine di video amatoriali girati dai residenti, la telecamera di strada e la bodycam di uno dei poliziotti intervenuti. L’obiettivo è attribuire esattamente la paternità delle frasi captate nei filmati e ricostruire con chiarezza tutte le fasi della tragedia, dall’inizio della crisi psichiatrica del 42enne alla morte. Le nuove testimonianze potranno chiarire ulteriormente i fatti. A partire da lunedì, i parenti di Fakir e quattro cittadini che hanno aiutato gli agenti durante l’intervento saranno convocati per rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria. L’Ausl Bologna ha avviato un audit interno per fare piena luce sull’operato dei sanitari coinvolti.

Un procedimento non ancora concluso

L’inchiesta, che ha visto l’annotazione nel fascicolo modello 45-bis, è in corso e i sanitari coinvolti non hanno ancora ripreso servizio operativo sulle ambulanze. L’Ausl Bologna ha avviato un audit interno per fare piena luce sull’operato dei sanitari, ma il procedimento non è ancora concluso. L’analisi del cellulare di Fakir potrebbe contribuire a chiarire ulteriormente la dinamica della tragedia e a risolvere alcuni dubbi rimasti.

  • Analisi del cellulare di Fakir affidata a Giuseppe Ferraro.
  • Due poliziotti e quattro sanitari non tornano al lavoro.
  • Le nuove testimonianze potranno chiarire ulteriormente i fatti.