Toscana spesa 53 milioni per protesi in Emilia-Romagna, liste d’attesa ortopediche bloccate

Toscana spesa 53 milioni per protesi in Emilia-Romagna, liste d’attesa ortopediche bloccate

Anziani toscani in attesa di interventi ortopedici, spesa per protesi in Emilia-Romagna
Anziani toscani in attesa di interventi ortopedici, spesa per protesi in Emilia-Romagna

La Toscana continua a pagare decine di milioni per interventi ortopedici in Emilia-Romagna

La Regione Toscana ha speso 53 milioni di euro nel 2025 per interventi ortopedici effettuati in strutture private dell’Emilia-Romagna, a causa delle lunghe liste d’attesa nei reparti pubblici. I pazienti toscani, soprattutto anziani, non riescono a ottenere tempestivamente le protesi d’anca o di ginocchio, spesso richieste per motivi di salute urgente. Il problema si è aggravato nel tempo, con un aumento costante della spesa per la mobilità passiva ortopedica, che nel 2025 ha raggiunto 80,6 milioni di euro. La mobilità sanitaria ortopedica è in crescita, ma i tempi di attesa restano inaccettabili

I dati rivelano un trend preoccupante: nel 2025, 35.154 ricoveri di residenti toscani sono stati effettuati in altre regioni, con un incremento rispetto al 2024. La spesa per la mobilità passiva ortopedica è rimasta sopra gli 80 milioni di euro, nonostante i ricoveri siano diminuiti leggermente. La causa principale è la gestione inefficiente delle liste d’attesa, che spesso non rispettano i tempi previsti dalle classi di priorità. Per questo motivo, i pazienti toscani si rivolgono a strutture private in Emilia-Romagna, dove trovano cure più rapide, anche se a costi elevati per la Regione.

Le strutture private emiliane assorbono la maggior parte dei fondi toscani

Nel 2025, il 73,7% del valore complessivo della mobilità ortopedica passiva è stato destinato all’Emilia-Romagna, con un incremento rispetto al 2019. Le strutture private convenzionate sono il principale destinatario dei fondi pubblici toscani, che nel 2025 hanno assorbito 53,5 milioni di euro. Tra queste, quattro cliniche bolognesi — Villa Laura, Villa Chiara, Villa Erbosa e Villa Regina — hanno raccolto 33,7 milioni di euro, dimostrando il ruolo chiave che svolgono nel sistema sanitario regionale. La spesa pubblica si riduce, ma il problema strutturale non si risolve

A livello contabile, la Regione Toscana ha registrato un disavanzo di mobilità ortopedica ridotto a 1,6 milioni di euro nel 2025, rispetto ai 9,6 milioni del 2024. Questo risultato è dovuto all’incremento della mobilità attiva, cioè all’arrivo di pazienti da altre regioni, soprattutto dal Lazio e dall’Umbria. Tuttavia, il saldo contabile quasi si azzera, mentre il problema organizzativo persiste: gran parte dei flussi economici continua a spostarsi dal sistema pubblico verso il privato convenzionato, senza restituire risorse né capacità produttiva agli ospedali pubblici.

La Regione cerca soluzioni per ridurre la dipendenza dalle strutture private

La Regione Toscana è pronta a intervenire per risolvere il problema, ma manca ancora la sottoscrizione degli Accordi di confine con l’Emilia-Romagna, previsti dalla legislazione statale e sollecitati dalla Corte dei Conti. Questi accordi avrebbero fissato tetti finanziari vincolanti alle prestazioni erogate dalle strutture private convenzionate. Inoltre, la Regione ha proposto il monitoraggio dell’attività libero professionale per garantire trasparenza lungo il percorso assistenziale. Un riefficientamento della rete ospedaliera potrebbe aiutare a risolvere il problema Tra le misure proposte, c’è anche il riefficientamento della rete ospedaliera pubblica toscana, con l’estensione dell’utilizzo delle sale operatorie al pomeriggio e nei prefestivi. Se fossero reinvestiti nella sanità pubblica toscana i 59,4 milioni di euro che oggi finiscono alle strutture private dell’Emilia-Romagna, si potrebbe ridurre le liste d’attesa e restituire piena funzionalità agli ospedali del territorio. La soluzione richiede però un impegno condiviso tra le regioni e una gestione più efficiente delle risorse sanitarie.